Zorro e l’ignara tartaruga – riflessioni sull’amicizia

Zorro

Spalle larghe, occhi vispi, fare giocoso.

Curioso, disponibile, accogliente.

Generoso dispensatore di allegra amicizia.

Non sa trattenere l’irrefrenabile desiderio di interagire con ogni forma di specie di animali: caprioli, ricci, lucertole, farfalle, oltre ai suoi simili ovviamente.

E’ lui, Zorro, giovane cane corvino, piccola taglia, Misto Jack Russel, pura razza mista, occhi nocciola quasi arancione.

Passeggia felice, attento ad ogni fruscìo, ad ogni “movimento sospetto”.

Corre e saltella davanti ad ogni recinzione e cancello del paese, abbaiando alla vista di un “possibile amico”.

Zorro non vede nemici, è altruista: non importa quanto grandi o piccoli siano né da quale pianeta provengano.

Stiamo attraversando Aurisina (incantevole località in provincia di Trieste) dirette al Sentiero della Salvia, quando Zorro, abbaiando, corre freneticamente prima a destra poi a sinistra della recinzione di una delle tante case che incontriamo sul nostro cammino.

Si tratta di un basso muretto, su cui troneggia un’inferriata a ridosso della quale, nella parte interna della stessa, è stesa una rete metallica.

Abbaiando protende in avanti il musetto curioso, mentre cerca di infilarlo nella rete, le cui maglie però sono troppo strette.

Arretra, saltella, intuisco che cerca un passaggio. Corre verso il cancello principale. Cerca di infilarsi nella fessura esistente tra quest’ultimo e la recinzione, con una piroetta degna dell’acrobata più esperto.

Arretra consapevole di essere troppo grande per quell’ insperato passaggio.

Sempre abbaiando, corre verso la recinzione saltando di tanto in tanto, allungando il muso verso la rete.

Chiedo ad Erica cosa inquieti tanto Zorro.

Mi risponde che il nostro amico a quattro zampe vuole fare amicizia con la tartaruga.

La tartaruga?

Osservo il giardino che ho di fronte, al di là della recinzione.

Con sorpresa, nel prato verde rasente il muretto, vedo una tartaruga, immobile, silenziosa, chiusa nel suo guscio.

Zorro continua a correre e saltare, protendendo il muso verso l’irraggiungibile tartaruga.

Osservo divertita che è fermamente convinto esista un passaggio per poterla raggiungere.

Abbaia allegramente fiducioso, proteso verso l’ignara tartaruga, cercando di catturarne l’attenzione.

La tartaruga , nascosta nel suo guscio, non si muove.

Riprendiamo il cammino.

Abbiamo deciso di raggiungere la Spiaggia di Canovella degli Zoppoli.

Zorro trotterella tra i ciottoli, annusa la vegetazione, abbaia ad ogni cane che incontra, intrattiene amichevoli conversazione con quanti glielo consentono.

Si allontana gioioso e sereno.

Si avvicina un cane enorme, dal lungo folto pelo marrone e nero, mi ricorda un orso. Non ne conosco la razza.

Zorro gli va incontro.

Erica ed io lo osserviamo perplesse.

Il “cane gigante” abbassa pigramente il muso verso Zorro, il quale silenziosamente si rende conto di essere grande quanto la zampa di questo possibile nuovo amico.

Lentamente si allontana.

I due non si scambiano nemmeno un “BAU”.

Penso che oltre ad essere amorevolmente invadente è anche saggio.

Zorro mi sorprende saltandomi in grembo.

Abbiamo un attimo di fugace intesa.

Concordiamo sul fatto che esistono ed esisteranno sempre ostacoli alla spontanea comunicazione: muri, recinzioni, cancelli, gusci dentro cui nascondersi. 

Paure antiche e spesso inconsapevoli.

Un eccesso di esuberanza, dettato dalla sensazione di trovarci di fronte a qualcosa che ci invita alla scoperta, può farci “abbaiare e saltare troppo forte” inducendoci a peccare di ingenua invadenza, che invece di avvicinare, talvolta spaventa ed allontana.

Non sempre siamo capiti.

Cosa facciamo Zorro? Dobbiamo darci una regolata?

Alza il muso: sta arrivando un “possibile amico o amica”.

Lo raggiunge allegro e fiducioso.

Prendiamo esempio da Zorro: 

andiamo incontro al sole e ridiamo di noi stessi quando ci rendiamo conto di avere esagerato nell’essere stati amorevolmente e inconsapevolmente invadenti.

Non esistono sconfitte ed insuccessi ma solo occasioni per imparare.

Guardiamo la vita con rinnovato, quotidiano stupore.

Grazie Zorro e felici passeggiate.

Antonella Zanella

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