Diario di una volontaria 8

Oggi finalmente ho varcato le sacre porte del Dell Garden, pronta a entrare a far parte della squadra di Jaime ed Helen. Sono carica di entusiasmo e con la testa piena di domande che mi frullano da almeno una settimana. Jaime, in particolare, si offre di farmi fare un giro del Dell per spiegarmi a cosa stanno lavorando. In breve tempo mi rendo conto che il nostro amico Jaime è impaziente di condividere la sua passione per le piante e, diciamocelo, un po’ anche di sfoggiare il suo talento frustrato da ibridatore. Mi svela tutti i segreti delle famiglie di piante amate da Alan Bloom e delle sue gesta nell’ibridazione, specialmente con Agapanti, Crocosmie, Phlox e Penstemon.

In un attimo, si apre davanti a me una finestra su un mondo tanto affascinante quanto frustrante. Per chi ama il verde, nuove piante sono un must – oggi ne spuntano a decine, ma in passato era come trovare un tesoro nascosto. Individuare o creare un cultivar di successo era come vincere alla lotteria – fama, riconoscimenti e qun guadagno notevole. Alan Bloom e il suo complice Percy Piper, ad esempio, hanno sfornato oltre 200 cultivar di piante da giardino, un patrimonio che ancora oggi troviamo nei cataloghi di mezzo mondo. Jaime, da parte sua, è l’erede intellettuale di Alan, che gli ha passato il testimone con tanto di giardino. Ma il povero Jaime, confrontandosi con il mondo dell’orticoltura moderna, deve sentirsi un po’ come un pesce fuor d’acqua.

Il tour attraverso il processo di ibridazione, dalla raccolta dei semi alla selezione delle varietà, è stato illuminante. Un processo lungo, che richiede metodo e pazienza. Mi fa poi vedere la sua trial zone dove osserva nuove cultivar da lui selezionati per 3 anni prima de decidere se vale la pena introdurli nel mercato.

Ma questa esperienza ha lasciato un retrogusto amaro. Da un lato, ho visto piante bellissime buttate in mucchi abbandonati solo perché non hanno superato la selezione – mi chiedo perché non regalarle a scuole, case di riposo o ospedali. Dall’altro lato, c’era qualcosa in Jaime che non andava. Un velo di mistero, una maschera, una sorta di fastidio che non riuscivo a identificare.

La giornata prosegue con Helen, ma stavolta siamo armati di “Hoe”, uno strumento che sembra più una mazza da hockey. Un attrezzo incredibile per estirpare le erbacce senza doversi inginocchiare. Fantastico! Scopro un mondo di tecniche diverse di diserbo manuale, ognuna con uno scopo specifico. In un giardino così vasto e con pochi aiutanti, è fondamentale saper intervenire al momento giusto per evitare che le erbacce prendano il sopravvento.

E poi, che dire delle erbacce? Il Principe Carlo stesso sta cercando di de-stigmatizzare la loro presenza in giardino. Ormai è risaputo che dedicarsi al giardinaggio può regalare un po’ di pace, nutrimento e, perché no, anche qualche momento di distrazione terapeutica. È un’attività che ci insegna a osservare attentamente, ad avere pazienza, a valorizzare il trascorrere del tempo e delle stagioni, e ad affrontare sia le delusioni che i successi. Ovviamente, in un giardino pubblico come questo, ci sono altre priorità, e la lotta contro le erbacce è spesso senza quartiere, con le bordure che devono essere impeccabili.

Ma quando si parla di giardini più intimi, come quello di casa o persino quello di Carlo, c’è un tentativo di accettare con più tolleranza la presenza delle erbacce. A volte, si considera addirittura il loro potenziale benefico per gli insetti. George Washington disse pure che le erbacce sono solo piante cresciutienel posto sbagliato.

Note sugli Agapanti

Esistono due tipi di Agapanthus: decidui e sempreverdi. I tipi decidui hanno generalmente le foglie più sottili, sono completamente resistenti e possono essere coltivati in contenitori o bordure ovunque. Si comportano come piante perenni, le cui foglie muoiono nel tardo autunno per poi rigettare a primavera. I tipi sempreverdi non sono completamente resistenti e hanno bisogno di protezione invernale nelle zone più fredde. Per questo spesso vengono piantati in vaso.

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