Bressingham Diario giorno 6

Diario di viaggio

Lunedì 20 luglio

Dopo un fine settimana piacevolissimo, parto con largo anticipo e volo sui pedali – mi sento forte, prendo subito un buon ritmo e mi sembra di non sentire alcuna fatica. Giunta alle pale eoliche sul mio percorso capisco che non sono magicamente diventata Bartali, ho semplicemente il vento a favore.

In poco più di mezz’ora raggiungo il giardino e prendo coraggio per presentarmi a Jaime e la sua assistente Helen. Ho capito che qui bisogna farsi strada da soli e inizio a divertirmi a farlo.

Mi sento la solita stalker ad inseguire Jaime mentre, sguardo basso, sta rifilando i bordi delle aiuole con il suo diabolico strumento – uno strimmer con una fresa a rotella che lui maneggia con una tale velocità e precisione da esser diventato in effetti uno spettacolo per diversi visitatori.

Molto imbarazzata dal fatto che non mi vede, non mi sente, o forse non vuole essere disturbato …. non so come comportarmi – vero è che voglio parlarci, possibilmente senza risultare troppo inopportuna.

Niente, vado a parlare con Helen che mi sembra più libera e con grande sorpresa mi accoglie dicendo che sa già tutto di me, avendo parlato con Phil. Intanto arriva Jaime e io scoppio in un pianto sconsolato – sorprendendo me in primis – e tutti gli altri di conseguenza. Sono stanchissima e mi sento male all’idea di stare altre 3 settimane accucciata a togliere erbacce e ho la sensazione di star buttando via il tempo. Jaime mi confessa che purtroppo la natura del giardino è tale che tutti lavorano da soli per riuscire a coprire tutte le zone, ma che in effetti è ingiusto imporlo ad un volontario che viene con la mia assiduità. Dice anche che Adrian aveva menzionato che avrei affiancato Phil questa settimana e che lui stesso avrebbe chiesto ad Adrian se poteva prendermi con se uno o due pomeriggi.

Penso a quanto sia importante mostrare le proprie emozioni e chiedere ciò di cui abbiamo bisogno. Anche qui nella fredda Inghilterra.

Rincuorata me ne vado da Adrian che con grande sorpresa mi dice che per tutta la settimana lavorerò nel suo giardino privato la mattina e affiancherò Phil e Jaime nel pomeriggio. Noto con piacevole sorpresa che nella carriola mi ha messo un materassino di neoprene tutto rosa per i lavori da fare in ginocchio.

Considerando i miei dolori alla schiena, mi viene proposto di lavorare in piedi e di fare la potatura ‘naturale’ di un tasso dorato bellissimo, tenuto a forma sferica ma potato in modo morbido rispettando a mantenendo le singole gemme, di una Berberis porpora, e di un viburno.

Mi sento un po’ a disagio ad aver pensato male, ma velocemente decido che se non avessi detto nulla sarei ancora inginocchiata a togliere Oxalis.

Oggi quindi ho usato le shears (Forbici da potatura) per il viburno che non richiedeva una potatura selettiva, mentre per le potature al naturale ho usato le normali cesoie, per avere il massimo controllo. Arbusti e alberi ben potati hanno un aspetto naturale: non sembrano potati. Una buona potatura è essenzialmente invisibile.

E’ un lavoro che richiede grande concentrazione e osservazione costante, risultando, stranamente, rilassante.

Oggi mi è stato chiesto anche di irrigare. Banale diresti. Ma oggi ho davvero toccato con mano quanto sia, invece, problematico il cambiamento climatico in questa zona. Il giardino non ha un sistema di irrigazione perché quando è stato creato non ce n’era bisogno e adesso, con estati secche e temperature sopra i 30 gradi come adesso, necessita di costante irrigazione manuale. Un vero problema, sia per il tempo che comporta spostare le gomme e gli sprinklers ed il costo dell’acqua.

Subito dopo pranzo vado a cercare Phil nel ‘fragrant garden’ ovvero la zona di unione tra il Dell e Foggy Bottom, caratterizzato da piante aromatiche.

Il mio compito di questo pomeriggio è di potare la nepeta… tanta nepeta.. un fiume di nepeta (Nepeta racemosa ‘Walker’s Low’). In questo giardino, infatti, la nepeta viene utilizzata come elemento riempitivo, quasi un collante che dà unità alle bordure. Viene usate in grandi quantità in mezzo ad altre perenni. E’ spettacolare a inizio estate con la fioritura copiosa delle sue spighe violacee, e se tagliata appena inizia a sfiorire, regala velocemente una seconda fioritura. Data la quarantena, non è stato possibile potarla al momento giusto, e le fioriture si stanno già accavallando. Il compito quindi è di tagliare del tutto i rami sfioriti tutto attorno, mentre tagliare di 2/3 la parte centrale, facendo attenzione di non tagliare i getti nuovi.

La nepeta ha un odore molto forte e caratteristico, che con questo caldo viene esaltato e ti avvolge pienamente.

Questo mettere ordine alle bordure mi appaga tantissimo, vedo subito il risultato del mio lavoro, e nonostante sia impegnativo fisicamente non pesa poi così tanto: certo il materassino di Adrian oggi ha fatto la differenza.

Penso a quanto sia sempre presente la componente psicologica in tutto quello che facciamo. Penso alla mia amica Penny Pritchard di Cleave Hill, nel Devon ed al suo giardino gioiello. La sua filosofia prevede che il giardino sia composto da tante piccole zone ben delineate (da piante, muretti, gradini) affinchè sia fiscamente e mentalmente più facile farne la manutenzione. Dedicandosi ad una piccola zona alla volta, si ha sempre la gratificazione di poter iniziare e finire il lavoro intrapreso, su un’area piccola, senza farsi prendere dallo sconforto vedendo quanto lavoro c’è ancora da fare in altre zone. Very clever!

Rientrando in bicicletta mi sento stanchissima, gli ultimi due chilometri contro vento sembrano interminabili. Arrivo a casa stremata e senza avere la forza per una doccia mi sdraio, addormentandomi per 3 ore. Ringrazio il cielo per essere a casa di Judith anziché in qualche B&B da sola. Gentilmente mi sveglia portando con se il profumo della zuppa che ha preparato per cena. Penso a quanto l’entusiasmo possa far passare in secondo piano i sintomi della stanchezza. Penso alla fortuna di potermi dedicare così intensamente ad una cosa nuova. Penso a quanto questo Covid per me sia stato un dono.

NOTA sulla NEPETA

Tratto dal Libro di Adrian ‘Bloom’s Best Perennials and Grasses’ (Timber Press 2010)

Nepeta racemosa ‘Walker’s Low’

Le nepete da giardino più amate e diffuse vengono per lo più dall’Europa meridionale. La Nepeta racemosa nelle sue diverse varietà cresce bene in terreno sassoso e ben drenato, ben esposta al sole ma anche in mezz’ombra, ha foglie grigio verdi e fiori che possono variare dal lilla al blu intenso, possono raggiunge fino i 90 cm di altezza. Può essere potata fino a 4 volte nel nostro clima italiano per gioire di molteplici fioriture.

Winter Gardens – una scoperta di inizio anno

Diario di viaggio, fotoracconto, Giardini inglesi

Sono da pochissimo rientrata dalla mia fuga gennaiola (La Crusca non specifica nulla, gennarina mi sembrava poco probabile), ormai diventata tradizione, alla scoperta di nuovi giardini, villaggi e passeggiate nelle mia amata campagna inglese e non sto nella pelle dall’emozione e il desiderio di condivisione.

Due luoghi mi sono particolarmente piaciuti e di questi voglio raccontarvi. Uno già lo conoscevo, ci ero stata in giugno diverse volte e mi era sempre rimasta la voglia di vederlo in inverno – in estate puoi sempre intuire, osservando attentamente, come potrà essere il giardino nella sua veste invernale, e a Bressingham Hall è evidente che non c’è un momento nell’arco dei 12 mesi che non riservi indimenticabili bellezze e stupore.

Bressingham Hall gardens, creato dalla famiglia Bloom negli anni ’50, esperti ed appassionati vivaisti e collezionisti di piante particolari, hanno avuto un ruolo molto influente nell’orticoltura Britannica per decadi. Oggi, Brassingham si estende su sette ettari e mezzo, e ospita ben 8 mila specie disposte sapientemente e con grande gusto nei 6 giardini tematici.  Alan Bloom era conosciuto a livello mondiale per la sua collezione unica di piante perenni, un gran precursore di quello che oggi è lo stile predominante nel giardinaggio. Nel 1962 suo figlio Adrian è entrato nell’azienda di famiglia apportando una diversificazione nell’offerta di collezioni, inizialmente con eriche e conifere nane e striscianti. Già all’epoca iniziò il suo primo riuscitissimo esperimento di impianto invernale, mentre nel 1967 iniziò a creare un giardino attraente nei 12 mesi dell’anno. Foggy Bottom, è stato il primissimo progetto paesaggistico al mondo pensato come winter garden: 3 ettari di conifere particolarissime, eriche e alberi scelti per la bellezza della corteccia, oggi arricchiti da graminacee e cespugli interessanti. Nel 2003 nasce il Winter garden, dove il colore avvolge il visitatore anche nelle giornate più grigie.

Ho avuto la fortuna di essere accompagnata nella visita, nonostante il giardino fosse chiuso a gennaio, da Adrian Bloom in persona.

Come spesso succede quando un proprietario giardiniere ti accompagna nella visita del suo giardino, lui o lei tendono a vedere principalmente gli errori, i lavori da fare, i problemi che stanno affrontando, che siano legati a malattie, infestazioni o qualche animaletto dispettoso, mentre tu visitatore sei senza parole davanti la bellezza del loro operato. Attraverso lo stupore negli occhi del visitatore, le parole di apprezzamento, l’entusiasmo e l’euforia difronte tanta bellezza, anche il giardiniere si accende, si dipana la nebbia dei problemi e si ricorda tutte le cose belle che lo hanno portato fino a li. Questo è il motivo per cui i giardini vanno aperti al pubblico, questo è il motivo per cui è importante visitarli assieme a chi li ha creati o li mantiene. E’ uno scambio nutriente a tutti i livelli.

Proprio questo è successo questa settimana a Diss quando ho avuto la fortuna di essere accolta, con una certa riluttanza e sospetto iniziali, data la stagione e data la mia richiesta con 2 giorni di preavviso.

E’ stato un tango indimenticabile sulle note ora languide dei ricordi degli albori della loro avventura verde, ora frizzanti con i racconti di alcune piante speciali e la loro origine, ora lente e riflessive sui progetti a venire, tutto condito da una dissimulata malinconica passione.

Un giardino maestoso, coloratissimo, spiritoso, autentico nella sua unicità. Non ha mai rispecchiato il gusto inglese come disposizione di piante e soprattutto per l’impatto molto poco delicato delle intense colorazioni e accostamenti, ma proprio per questo mi è piaciuto. Adrian, suo padre e suo figlio Richard sono uomini coraggiosi, dal gusto proprio, con una profondissima conoscenza di migliaia di specie, la capacità, volontà e possibilità di scegliere e creare il paesaggio in cui vivere e la speranza di poter essere di ispirazione per le generazioni a venire. Per me un onore ed un piacere indimenticabile averlo conosciuto e non vedo l’ora di accompagnare molti di voi a fare la sua conoscenza e vedere il suo meraviglioso mondo.

La seconda scoperta emozionate si trova invece nel Sussex, a circa 1 ora a sud di Londra, luogo che desideravo da molto visitare. Wakehurst Place è una succursale di Kew Gardens, il loro ‘Wild Botanic Garden’ un luogo di studio, ricerca, esperimenti ed eccellenza. Ci sono voluta andare in questa stagione perchè avevo letto del nuovo impianto a gennaio 2019, di un giardino invernale. La descrizione sul sito di Kew diceva: ‘Il Winter Garden è il nuovo spettacolo orticolo di Wakehurst, pieno di delizie sensoriali e il luogo perfetto per sollevare gli spiriti in una fredda giornata invernale. Progettato dal supervisore del Wakehurst Garden Francis Annette, dopo essersi formata al London College of Garden Design, intreccia 33.000 piante in una audace composizione contemporanea.’ Come non incuriosirsi?

Al di là del bellissimo parco paesaggistico ricco di sentieri ondulati tra le migliaia di piante disposte in base alla provenienza, il giardino invernale presso l’antico maniero offre in questa stagione un’intensa esperienza visivo-olfattiva. Le protagoniste indiscusse sono le 3 grandi betulle himalayane (Betula utilis var jacquemontianii) e vari altri esemplari più giovaniche con i bianchissimi tronchi si alzano splendenti verso il cielo, intervallati dal bagliore ramato del ciliegio tibetano (Prunus serrula tibetica).

All’interno di questa struttura, la ricca fragranza di Daphne e Hamamelis posizionate vicino ai bordi del sentiero, ti premia con il loro intenso profumo.

La tessitura e il colore vivo provengono da grandi blocchi di Cornus (comprese le cultivar “Midwinter Fire” e “Bud’s Yellow”), candide Erica bianche e vivaci Erica viola, succulente Bergenia bronzate, morbidi Calamagrostis e Pennisetum, pennellate di ciclamini, graminacee interessanti come Carex Comans e Ophiopogon, bucaneve, e via via altri fiori che si apriranno nei prossimi mesi invernali.

La presentazione del Winter garden sul sito di Kew era allettante, ma la visita ha superato ogni aspettativa. Rispetto ad altri giardini invernali, la varietà di piante era di gran lunga inferiore, ma la scelta di usare il mass planting ha creato un’armonia assoluta, ed il chiaro messaggio che non esiste una stagione senza delizie naturali.

Questo giardino non è nel programma dei prossimi viaggi invernali 20-23 febbraio e 28 febbraio -1 marzo, ma credo che troveremo il modo di fare una leggera deviazione almeno per il viaggio del 20 febbraio per riuscire a vederlo – ne vale davvero la pena.

E con questo, cari amici vi saluto e inizio a pensare ai viaggi Londinesi ed a quello Olandese di Agosto.

Buon risveglio 😉

Erica

East Anglia Winter Gardens 20-23 febbraio 2020

Giardini inglesi, Programma di viaggio

Un weekend lungo tra antichi villaggi e giardini invernali

Ispirata dalle favolose fotografie di Cedric Pollet nel suo libro ‘Giardini d’Inverno’, mi è venuta voglia di dar vita un nuovo short trip a febbraio, proprio sotto carnevale alla scoperta dei più bei giardini invernali dell’East Anglia, ovvero la zona subito a Est e Nord Est di Londra: Suffolk, Norfolk e Cambridge.

Zona di antichissime dimore Tudor, vasti parchi, brughiere, deliziosi villaggi e….. alcuni dei più spettacolari giardini studiati per dare il meglio nella stagione invernale.

In assenza di distrazioni date dalle copiose fioriture e del fogliame, l’inverno offre la rara opportunità di vedere trame, strutture e forme che stanno alla base dei grandi giardini. Se poi alla bravura dei giardinieri si aggiunge la profonda maestria dei garden designer inglesi che pianificano un giardino per dare il meglio di se in inverno, si ottengono esperienze olfattive e visive inimmaginabili.

Alloggeremo per due notti al nostro angolo di paradiso nascosto nel Suffolk, West Stow Hall, dove da un paio di anni fuggiamo a inizio giugno per poter godere delle eccellenze di questa zona antichissima, con la peculiarità di un terreno sabbioso e molto ben drenante, ideale per i giardini di graminacee e mediterranei.

West Stow Hall è una dimora Tudor gestita da Eileen Gilbert ad il marito, che come regalo di pensionamento (lui era giurista) ha loro regalato l’onore di potersi prendere cura di questa struttura del XV secolo.

L’ultima notte invece la passeremo a Cambridge, al nostro fidato hotel vicino al giardino botanico. C’è la possibilità di estendere la vacanza e rimanere due notti a Cambridge.

A FONDO PAGINA AVETE DESCRIZIONI SPECIFICHE SUI SINGOLI GIARDINI E FOTOGRAFIE.

Programma 

Giorno 1: Ritrovo in aeroporto di Londra Stansted alle ore 12, pronti per partite con il pulmino verso Wakehurst Place. Spuntino veloce in pulmino prima di arrivare al giardino, così da poter gioire delle 3 ore a disposizione nel giardino. Da qui ci sposteremo verso il nostro alloggio a west Stow e dopo un buon tea and cake andremo a fare due passi a Bury Saint Edmunds prima di cenare deliziosamente.

Giorno 2: Verso le 9,30 partiremo alla volta di Bressingham gardens dove esploreremo Foggy Bottom e il giardino invernale. Da qui ci sposteremo verso Wyken Hall, una proprietà dove l’eccellenza è di casa. Qui potremo gustare un meraviglioso late lunch al loro rinomato ristorante ‘The leaping Hare’, e in tutto relax poi potremo fare shopping nel negozio country chic. Da qui andremo a Bury Saint Edmunds dove la nostra amica Judith Gowland ci guiderà nella scoperta degli angolini nascosti. Cena e poi rientro all’alloggio.

Giorno 3: In mattinata andremo a scoprire le meraviglie di Anglesey Abbey, pranzeremo alla caffetteria del giardino e proseguiremo quindi per Cambridge dove faremo una gita in barca sul fiume Cam. Cena al nostro pub di fiducia. Notte a Lynnwood House.

Giorno 4: Oggi ci dedicheremo al favoloso giardino botanico di Cambridge, dove arriveremo a piedi godendo quindi della bellezza della città. Dopo pranzo partiremo per tornare in aeroporto dove puntiamo a consegnarvi alle ore 16.

Essendo il 25 febbraio carnevale, per chi volesse estendere la permanenza a Cambridge, possiamo prenotare una notte in più al nostro alloggio.

VOLI: In arrivo, il giorno 20 febbraio devono atterrare entro le 10,45; in partenza il giorno 23 febbraio devono decollare non prima delle ore 17,55.

COSTO:

€ 1090 in stanza matrimoniale/doppia (pochissime doppie) supplemento 150 eur stanza ad uso singolo. Quota contante GBP 50.

Il costo include 4 notti in B&B, 3 cene, un pranzo a Wyken Hall, tutte le visite ed attività menzionate sul programma, pulmino e guida Viaggi Floreali per l’intera durata del viaggio.

L’assicurazione di cancellazione è disponibile ad euro 82,63 a persona in stanza doppia, euro 93,41 in camera uso singolo e di euro 165,27 per la coppia.

PER PRENOTARE COMPILARE QUI SOTTO:

Vi dico qualcosa sui giardini e le attività che avremo modo di fare.

Wakehurst Place è una succursale di Kew Gardens, il loro ‘Wild Botanic Garden’ un luogo di studio, ricerca, esperimenti ed eccellenza. Ci sono voluta andare in questa stagione perchè avevo letto del nuovo impianto a gennaio 2019, di un giardino invernale. La descrizione sul sito di Kew diceva: ‘Il Winter Garden è il nuovo spettacolo orticolo di Wakehurst, pieno di delizie sensoriali e il luogo perfetto per sollevare gli spiriti in una fredda giornata invernale. Progettato dal supervisore del Wakehurst Garden Francis Annette, dopo essersi formata al London College of Garden Design, intreccia 33.000 piante in una audace composizione contemporanea.’ Come non incuriosirsi?

Al di là del bellissimo parco paesaggistico ricco di sentieri ondulati tra le migliaia di piante disposte in base alla provenienza, il giardino invernale presso l’antico maniero offre in questa stagione un’intensa esperienza visivo-olfattiva. Le protagoniste indiscusse sono le 3 grandi betulle himalayane (Betula utilis var jacquemontianii) e vari altri esemplari più giovaniche con i bianchissimi tronchi si alzano splendenti verso il cielo, intervallati dal bagliore ramato del ciliegio tibetano (Prunus serrula tibetica).

All’interno di questa struttura, la ricca fragranza di Daphne e Hamamelis posizionate vicino ai bordi del sentiero, ti premia con il loro intenso profumo.

La tessitura e il colore vivo provengono da grandi blocchi di Cornus (comprese le cultivar “Midwinter Fire” e “Bud’s Yellow”), candide Erica bianche e vivaci Erica viola, succulente Bergenia bronzate, morbidi Calamagrostis e Pennisetum, pennellate di ciclamini, graminacee interessanti come Carex Comans e Ophiopogon, bucaneve, e via via altri fiori che si apriranno nei prossimi mesi invernali.

Bressingham Hall gardens, creato dalla famiglia Bloom negli anni ’50, esperti ed appassionati vivaisti e collezionisti di piante particolari, hanno avuto un ruolo molto influente nell’orticoltura Britannica per decadi. Oggi, Brassingham si estende su sette ettari e mezzo, e ospita ben 8 mila specie disposte sapientemente e con grande gusto nei 6 giardini tematici.  Alan Bloom era conosciuto a livello mondiale per la sua collezione unica di piante perenni, un gran precursore di quello che oggi è lo stile predominante nel giardinaggio. Nel 1962 suo figlio Adrian è entrato nell’azienda di famiglia apportando una diversificazione nell’offerta di collezioni, inizialmente con eriche e conifere nane e striscianti. Già all’epoca iniziò il suo primo riuscitissimo esperimento di impianto invernale, mentre nel 1967 iniziò a creare un giardino attraente nei 12 mesi dell’anno. Foggy Bottom, è stato il primissimo progetto paesaggistico al mondo pensato come winter garden: 3 ettari di conifere particolarissime, eriche e alberi scelti per la bellezza della corteccia, oggi arricchiti da graminacee e cespugli interessanti. Nel 2003 nasce il Winter garden, dove il colore avvolge il visitatore anche nelle giornate più grigie.

Anglesey Abbey è un’oasi di eleganza creata da Lord Fairhaven  nel XIX secolo con un museo personale, una galleria d’arte e con giardini che rivaleggiavano con quelli ideati dal famoso Capability Brown. Qui, Il Barone creo’ un proprio microcosmo lontano dal rapido cambiamento dell’Inghilterra del 20° secolo. Qui, continuò ad intrattenere i suoi amici con il tiro a segno, corse di cavalli e feste, mantenendo uno stile di vita del tutto simile a quello degli aristocratici del secolo precedente. In qualche modo, qui, riusci’ a fermare il Tempo.  Questa affascinante atmosfera e’ oggi accuratamente conservata dal National Trust. Oltre alle bellissime passeggiate nel parco cosparso di milioni di bucaneve – Galanthus nivalis e Leucojum,  Anglesey Abbey è unica per il suo Winter Walk, fatta alla fine degli anni ’90 e progettata per mostrare il massimo colore invernale possibile, contiene circa 150 specie di piante con steli bruniti, bacche brillanti e fiori e foglie. Il Taxus baccata coperto da bacche rosso vivo in inverno, agisce come una meravigliosa pellicola su steli infuocati o argentati. E’ anche un frangivento vitale e nei giorni senza vento trattiene il profumo di piante in fiore come Chimonanthes praecox e la Mahonia‘ Winter Sun ‘. Altre piante che entusiasmano in questo periodo dell’anno includono il salice, Salix alba ‘Britzensis’ con steli rossi e ramati e i cornioli, in una gamma di steli colorati. Tra tutte le piante colorate, la più spettacolare in questo giardino è sicuramente il Cornus sanguinea “Winter Beauty”. Ad Anglesey le varietà sono piantante in massa, in modo che l’effetto complessivo dei loro steli e fiori fornisca un bagliore, come se ci fosse sempre il sole.

Ci sono così tanti alberi meravigliosi che si fanno notare in questo periodo dell’anno. Prunus serrula è uno dei preferiti. La sua corteccia di color mogano-rossastro sembra metallizzata. C’è anche un nocciolo contorto, Corylus avellana ‘Contorta’ che offre una forma insolita e gli steli più selvatici e più contorti nel mondo vegetale.

Lo stupore ad Anglesey però non finisce con la dimensione visiva. Lungo il sentiero infatti si è spesso invasi da forti e dolcissimi profumi. Lonicera Fragrantissima, Daphne, Viburno Bodnantense, Sarcococca confusa e S. hookeriana var. digyna ‘Purple Stem’ – entrambi hanno fiori dolcemente profumati, ma il loro fogliame sempreverde è diverso.

Cambridge Botanic Garden Quando altri impianti nel giardino arrivano al culmine nei mesi estivi, il Giardino d’Inverno sfuma sullo sfondo. Ma quando arriva l’inverno, questa zona del giardino porta tinte colorate per illuminare anche il giorno più cupo.
Il sito è stato progettato per fornire un interesse topografico al paesaggio pianeggiante, e si è preso in considerazione l’orientamento del giardino per garantire che i bassi raggi del sole invernale fossero catturati da steli e tronchi per intensificare i colori delle cortecce. Non è una coincidenza che le siepi di confine forniscano uno sfondo sempreverde alla diversità di forme e colori, catturando allo stesso tempo i numerosi profumi dei fiori invernali.
All’ingresso occidentale, Daphne Bholua ‘Jacqueline Postill’ regala le sue abbondanti fioriture rosa, mentre la sua fragranza inebriante riempie l’aria. Di fronte, gli intensi steli rossi di Cornus alba “Sibirica” forniscono un sorprendente contrasto verticale con il ventre di Bergenia “Bressingham Beauty”. Oltre, Galanthus nivalis e Eranthis tubergeniana produrranno una stuoia a contrasto sotto gli steli di Rubus “Goldenvale”. All’estremità occidentale del giardino d’inverno lo stelo color cannella a fiocchi di Acer griseum emerge tra gli steli color arancio di Cornus sanguinea ‘Midwinter Fire’, e gli steli pelosi di Rubus phoenicolasius.

Da non trascurare, anche la visita alle bellissime serre calde e fredde e una passeggiata nell’arboreto per godere di forme, trame e cortecce di alberi secolari, che in altre stagioni colpirebbero per le loro folte chiome.