Cornovaglia maggio 2015 – Diario di Viaggio

Si sono appena concluse le prime tre settimane di viaggio tra i giardini dell’ Inghilterra del Sud, iniziato il 3 maggio nel Somerset, con una settimana di Cornovaglia, il Devon, Il Surrey, il Sussex e gran finale nel Kent di Sissinghurst, Great Dixter ed altre perle più e meno conosciute. In poche settimane ho vissuto due stagioni con tutti i loro estremi, dalle gelide alture della Brughiera di Dartmoor, alle calde giornate assolate del Kent. Emozioni fortissime date dai colori prepotenti di Azalee centenarie dei Woodland gardens cornici, dalla magia del ‘mare’ blu di bluebells celato dagli innumerevoli boschi attraversati, dai profumi inebrianti di rhododendron fragrantissimum, syringa, clematis montana e Convallaria majalis, dai venti forti e mozzafiato che sulle alte e frastagliate coste della Cornovaglia rimettevano in prospettiva ogni pensiero, spazzando via con vigore il superfluo, dai poetici scorci ricevuto in dono da generosi giardinieri che con amore hanno creato piccoli e grandi angoli di paradiso da condividere con chi ha la sensibilità di apprezzare, dagli incontri inaspettati con nuovi amici floreali che percepisci essere l’ inizio di una lunga, bella amicizia fatta di scambio, crescita e apprendimento…. e tanto divertimento. E’ stato un maggio intenso, ricco di bellezza e profondità, di cui desidero condividere alcuni momenti pubblicando i diari di viaggio in puntate.

CORNOVAGLIA 4-11 MAGGIO 2015

Il nostro viaggio inizia sul confine tra Devon e Cornovaglia, a Yelverton, dove alloggiamo in un piccolo B&B gestito da una bizzarra e divertentissima coppia di prime donne John e David che ci ricevono con la più frizzante ed amichevole accoglienza immaginabile.

Questo alloggio è stato ideale per visitare i due meravigliosi giardini di Buckland Monachorum, a soli 5 minuti di distanza – villaggio antichissimo, sede di una abbazia cistercense importante in periodo medievale, poi divenuta dimora dei famosi esploratori Grenville e Francis Drake, che si raggiunge attraversando un pezzo di brughiera ventosa popolata da cavalli e pecore allo stato brado.

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Brughiera e cavalli liberi

 

La parrocchia di Buckland Monachorum conserva l’Abbazia, un bellissimo villaggio con tanto di Pub dove abbiamo cenato, e tre tra i più famosi giardini d’Inghilterra. Giardini incastonati armoniosamente nel paesaggio circostante, tanto da non capire chiaramente dove iniziano e dove finiscono.

Dettagli di un sentiero pubblico (Public footpath), che attraversa il giardino di 'Garden  House ' - Buckland Monachorum - Conovaglia maggio 2014
Dettagli di un sentiero pubblico (Public footpath), che attraversa il giardino di ‘Garden House ‘ – Buckland Monachorum
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passeggiata verso Buckland Monachorum
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Strade Corniche con felci e bluebells

 

Passeggiata tra Garden    House  e Buckland Monachorum
Passeggiata tra Garden House e Buckland Monachorum
Public Path
Public Path

Le strade, i public paths che attraversano i campi privati sono abbelliti naturalmente da rododendri secolari, milioni di giacinti selvatici (bluebells) e aglio ursino. Il sentiero che collega il villaggio di Buckland al nostro primo giardino è, in sé, una piccola opera d’arte.

Al nostro arrivo a Garden House, siamo accolti da Nick Haworth, il capo giardiniere di questo gioiello di giardino eclettico, che nasconde un perfetto ‘Arts & Crafts garden’ dentro le mura dell’antico Vicarage ed un ‘Wild Garden’ nella parte esterna.

Innegabile l’emozione alla vista dei colori e dimensioni dei rododendri, aceri e felci arboree che ci accompagnano scendendo verso valle percorrendo i sentieri pieni di sorprese e magnifici panorami da ogni dove. Questo landscaping non è affatto naturale, fu Keith Wiley a creare gli scorci, con un impegno decennale.

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Nick Haworth e un rododendro secolare alle sue spalle
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Tra aceri e rododendri

 

Garden House, ora gestito dalla Fondazione Fortescue, è un dono all’umanità fatto dal compianto Lionel Fortescue, rettore del famoso Eton College ed ibridatore di rododendri, alcuni dei quali sopravvivono nel giardino dall’impianto originale negli anni ’40.

Nick ci accompagna in una lunga e dettagliata visita al giardino, felice di poterci raccontare gioie e dolori di lavorare in uno dei giardini più conosciuti al mondo, citando con grandissimo rispetto i suoi predecessori.

Essendo noi particolarmente affascinati dal ‘giardino naturale’, Nick ci racconta come l’opera trentennale di un visionario Keith Wiley, che negli anni ’80 volle dimostrare al mondo che si poteva fare giardino in maniera diversa, sostenibile e naturale, il New Naturalism, come lo definì lui stesso, gli sfuggì di mano e fu motivo del suo allontanamento forzato dal giardino, ma che ad oggi conserva l’aspetto affascinante del paradiso perduto.

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The wild garden in giugno 2014
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The wild garden in giugno 2014
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Il walled garden

 

L’utilizzo di grandi colonie di piante perenni, bulbi, intercalate e incorniciate da arbusti e cespugli che si susseguono in fioriture e fogliame interessante durante l’anno e portano lo sguardo a posarsi su un percorso pieno di interesse in ogni stagione. (On the Wild Side è il libro di Keith Wiley che ha profondamente influenzato il mondo dell’architettura del paesaggio e giardino)

Cornus Plicata e graminacee
Cornus Plicata e graminacee
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Aceri dal public path
Aceri dal public path
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Rododendri
Il gruppo felice!
Il gruppo felice!

 

 

Dopo un pranzo leggero e gustoso all’interno del giardino stesso, siamo andati alla vicina Abbazia di Buckland, oggi gestita dal National Trust. Ad accoglierci c’era Sally, che da 20 anni è a capo di 3 giardinieri e una ventina di volontari nella conservazione di questo spettacolare luogo.

Il giardino Elisabettiano a Buckland Abbey
Il giardino Elisabettiano a Buckland Abbey
Buckland Abbey
Buckland Abbey

L’Abbazia fu sconsacrata da Enrico VIII e quindi dimora privata dal XVI secolo, ma l’esterno è rimasto inalterato. Negli ultimi anni, ci racconta Sally, i tassi secolari (700 anni) sono morti uno ad uno, in parte a causa di violente tempeste, sempre più frequenti, ma soprattutto a causa dell’Armillaria, un fungo che attacca le radici degli alberi più deboli e ne causa la morte.

Con grande partecipazione emotiva Sally ci racconta dei progetti di manutenzione e ci accompagna a vedere il recente recupero del giardino elisabettiano, un orto giardino molto formale, con una fontana centrale e quattro aiuole geometriche ai lati, coltivati a verdura, fiori e piante di frutti di bosco.

The Kitchen garden
The Kitchen garden

Molto romantico il giardino del Cider House, anticamente sede del laboratorio di sidro dell’ Abbazia, oggi B&B di lusso gestito da esterni (mi son messa in lista d’attesa per prenderlo in gestione quando si libera!) e che eleganza l’orto! Filari di verdura intercalati da alberi da frutto, fiori da taglio e il più bel panorama sull’intera tenuta.

Giorno 3

Dopo un teatrale saluto dei nostri hosts John & Dave, ci lasciamo il Devon alle spalle, entriamo in Cornovaglia percorrendo la Tamar Valley fino a raggiungere Cotehele, una tenuta agricola del 1400 di proprietà della famiglia Edgcumbe, che dal 1947 è curata dalla National Trust.

La scelta di includere Cotehele tra i giardini di questo viaggio è dovuta alla natura agricola della tenuta come testimone dell’ antica importanza che la Cornovaglia vantava nell’agricoltura nazionale.

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Cotehele – the manor house
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Cotehele Manor House e formal gardens
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Il porto
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Il fiume Tamar

 

Il National Trust ha ricostruito tutte le parti della proprietà, anche se in realtà non erano mai coesistite tutte. E’ possibile visitare la dimora signorile, il granaio, il giardino da fiori recisi, il parco di narcisi, la Torre di avvistamento, i frutteti, il vivaio, e il prestigioso Valley Garden, la parte più spettacolare, che conduce dalla casa fino al fiume passando sotto antichissimi rododendri. Sul fiume troviamo anche il mulino ad acqua che produce ancora farina, ed il porto con gli edifici doganali che nel corso dei secoli vedevano scaricare carbone e calce (che bruciati assieme creavano un potente fertilizzante ideale per ammendare il terreno acido di questa zona) lasciando posto a fiori e frutta, che venivano trasportati a Londra per essere venduti a Covent Garden con ben 6 settimane di anticipo sui raccolti del Kent ed Essex, le due contee regine per la produzione di fiori e frutta.

Lasciata la Tamar Valley ci dirigiamo a Ovest, attraverso un antico bosco, per raggiungere un piccolo tesoro nascosto, che rimarrà nei cuori di questo gruppo per molto tempo.

Cotehele - Cornovaglia maggio 2014
Cotehele – the valley garden
Cotehele - Cornovaglia  - maggio 2014
Cotehele – the valley garden
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Cotehele Tower
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petali di rododendro

 

Ad aspettarci con il grembiule da cuoco c’è Kenneth Willcocks, proprietario e creatore del suo gioiello Ken Caro garden. Ken, ci spiega, sta per Kenneth e Caro sta per Caroline, sua moglie. Entrambe sono ultra ottuagenari, stanchi e affaticati ma innamorati di questo loro angolo di paradiso di cui ancora ancora riescono a gioire.

Arrivo a Ken Caro
Arrivo a Ken Caro
Boschi
Stradine Corniche
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Bosco antico

 

A conquistare i cuori del nostro gruppo è stato scoprire che il nostro pranzo è stato preparato da Kenneth in persona e consumato nella panoramica veranda di famiglia, tra le foto di Kenneth con il Principe Carlo, con Camilla, con Queen Elizabeth, con i suoi numerosi cavalli ultrapremiati.

Tra una fetta di sgombro affumicato ed un’insalata di patate Kenneth si racconta nelle sue molteplici vesti di agronomo, giudice, allevatore di cavalli e infine collezionista di camelie, hidrangee, iris e magnolie.

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Kenneth
pausa meditativa
pausa meditativa
Uno dei tanti scorci del giardino Ken Caro
Uno dei tanti scorci del giardino Ken Caro

 

Conquistati dalla benevolenza di quest’uomo e da lui incitati ad andare ad esplorare le sue collezioni, ci diamo appuntamento alla panchina sopra il laghetto….. e così inizia una passeggiata d’amore tra le mille sorprese create da siepi rompivento colorati, angoli di conifere particolari, camelie di ogni forma e colore, magnolie gialle rarissime, libertie splendide, gunnera enormi, cicerchie mai viste prima… tutto farcito da bei panorami sulle dolci colline circostanti.

Sopra il laghetto ritroviamo Kenneth seduto sulla panchina, meditativo e compiaciuto mentre si gode il bel panorama.

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Il laghetto a Ken Caro
Ken Caro
Ken Caro giugno 2014
Ken Caro Garden in giugno - abbiamo mangiato un pranzetto coi fiocchi preparato da Kenneth
Ken Caro Garden in giugno – 2014
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Passaggio generazionale
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La casa di Kenneth e Caroline

 

Conosciamo il giovane giardiniere che da pochi mesi ha preso in mano la manutenzione del giardino. 24 anni – innamorato della sua nuova vita a sud, proveniente dalla Scozia, ed entusiasta della stagione precoce nonchè della possibilità di sperimentare con piante che a nord non sopravviverebbero. Si dice consapevole dell’importanza delle collezioni che ha tra le mani e del rischio di danneggiare piante di cui non ha modo di sapere l’origine fino alle stagioni successive.

Lasciamo Kenneth ed il suo giovane amico con uno sguardo di affettuosa stima reciproca e con l’invito a tornare il prossimo aprile per vedere le magnolie nel loro massimo splendore.

Ci dirigiamo a sud, verso la nostra prossima meta che ci ospiterà per due notti: Tredudwell Manor, a Bodinnick, sul fiume Fowey.

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Le strade ripide finiscono in mare, senza alcuna barriera.. ce la faranno i nostri eroi?
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Bodinnick – e la strada finisce nell’ acqua
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Bodinnick, il panorama dal ristorante

 

 

E così facciamo il nostro primo incontro con il mare Cornico, una visione magica, baciata da brillanti raggi del sole del tramonto prima di raggiungere l’elegante dimora in stile Queen Anne.

Il nostro arrivo a Tredudwell B&B
Il nostro arrivo a Tredudwell B&B

Tra storie di fantasmi e pirati andiamo a dormire dopo una cena panoramica sul porticciolo di Fowey.

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Tredudwell Manor
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Tredudwell Manor
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Tredudwell Manor
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Tredudwell Manor – Honesty Bar
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Tredudwell Manor
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Tredudwell Manor

 

 

 

 

 

 

 

A domani per la seconda puntata!!

 

Grazie a Chiara Bordoni per le immagini gentilmente donate!

Cornovaglia – Tra Giardini e Natura 10-17 giugno 2014

Bosvigo

Quest’anno a giugno, con otto meravigliose donne di varie età, ci siamo avventurate nella selvaggia (per modo di dire) Cornovaglia alla scoperta di miti, leggende, paesini nascosti in profonde gole costiere, ma soprattutto di meravigliosi giardini tanto diversi e affascinanti.

A Chygurno
A Chygurno
St Ives con Tony Farrell
St Ives con Tony Farrell
Poppy Cottage Garden
Poppy Cottage Garden

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo girato la penisola in lungo e in largo, avendo accuratamente selezionato tutto il meglio che ogni zona aveva da offrire, passando dalle ventose alture della Brughiera di Bodmin, alle scoscese insenature di Lamorna Cove, dalla elegante dimora di Bosvigo a Truro alla bucolicissima fattoria di fiori biologici vicino Fowey.

Con le nostre composizioni floreali
Con le nostre composizioni floreali

E così le nostre otto Donne si sono cimentate nella creazione di romanticissimi bouquet con fiori appena raccolti, hanno visitato privatissimamente il giardino di Deborah Baker, quello di Bonython Manor con picnic sull’erba e con tanto di visita privata guidate dal capo giardiniere al meraviglioso Antony – grazie infinite a Sir Richard Carew Pole per la concessione.

Con Mark, capo giardiniere ad Antony
Con Mark, capo giardiniere ad Antony
A Lanhydrock

 

Come non ricordare con affetto la visita a St Ives in simpatica compagnia di Tony Farrell? Oppure la passeggiata alla baia di Coverack ed il suo paesino da cartolina?

Fioriture spontanee a Coverack
Coverack
Coverack

Certo non sono mancate le disavventure da raccontare ai nipoti, come quando si tornava a piedi da St. Michael’s Mount mentre saliva la marea… molto velocemente…

sale la marea....
sale la marea….

Un bel viaggio, anche nell’animo di queste donne, ognuna delle quali ha contribuito, con il suo essere, a fare di questa avventura una esperienza unica e memorabile!

Un grazie particolare va a Dori Franz, che ha fatto la maggior parte di queste meravigliose foto!

 

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Fioritura spettacolare al Poppy Cottage Garden
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Tina e le sue galline al Poppy Cottage
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St Mawes
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Laboratorio di composizione floreale al Garden Gate Flower Company
17 Garden House 16_06_2014 (3)
Meraviglioso walled garden a Garden House
14 Bonython Estate Gardens 15_06_2014 (54)
Bonython Manor – aperto solo per noi!
13 Bucks Head 15_06_2014 (9)
Buck’s Head di Deborah Baker
12 Brughiera di Bodmin 14_06_2014 (6)
La Brughiera di Bodmin
10 Lanhydrock 14_06_2014 (1)
Fiore tra i fiori, a Lanhydrock
11 Ken Caro 14_06_2014 (11)
Wishing well a Ken Caro garden
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Astranzie bellissime a Lanhydrock
9 St Ives 13_06_2014 (11)
St. Ives
1 Bosvigo 11_06_2014 (8)
A Bosvigo, con Wendy, la gentile proprietaria.

 

Poppy Cottage Garden
Poppy Cottage Garden

Bodmin Moor

La Brughiera di Bodmin
La Brughiera di Bodmin

 

In questi giorni sto ultimando i preparativi per il mio prossimo viaggio in Cornovaglia, a maggio. In programma ci sono diverse camminate nella Brughiera di Bodmin per vedere le fioriture spontanee e la zona archeologica con i suggestivi Tor.
Ma l’aspetto che forse mi ha più affascinato della Brughiera, è il concetto di Commons – un argomento molto complesso (e nebuloso) che ha origine nel medioevo e che concede tutt’ora diritti di vario genere sulla terra (common) a chi ci abita (commoner) anche se non ne è il proprietario. La brughiera di Bodmin è una delle molte ‘Common Lands’ del Regno Unito

In origine il Common era una zona di svariati ettari appartenente alla ‘Manor’ –  la più piccola unità del sistema feudale, a disposizione degli abitanti nonché lavoratori assoggettati al Lord of the Manor (i commoners) per poter pescare, raccogliere legna per cucinare e scaldare le abitazioni, portare gli animali al pascolo ed altre attività di sostentamento.
Il sistema dei Commons si formò per consuetudine nei secoli divenendo così codificata e riconosciuta dalla legge come Common Rights – un sistema di diritto che concede appunto diritti sulla terra agli abitanti seppur non ne siano proprietari. Il proprietario della terra può vantare dei diritti solo dopo aver soddisfatto i bisogni di tutti gli altri abitanti (commoners).
Sto leggendo in questo periodo la biografia di Constance Spry, una donna ‘del popolo’ Inglese di fine ‘800, maggiormente conosciuta come ‘fiorista della nobiltà’ ma la cui importanza socio-culturale va ben oltre.
La cito in questo contesto perché frequentò l’estremo occidente del Regno Unito a inizio ‘900, periodo in cui Bodmin ed altre zone erano in piena attività mineraria, con il compito conferitole dal Vicerè, di istruire i commoners su sanità, economia domestica e cucina.
Le classi dirigenti Inglesi hanno spesso avuto un grande senso del dovere e di protezione nei confronti delle classi più basse, mi chiedo se è stato questo a portare il popolo inglese ad amare, proteggere, conservare il patrimonio nazionale, soprattutto naturalistico, ma anche storico e culturale.
Oltre alla Brughiera visiterò Lanhydrock con i suoi giardini formali e le distese di bluebell in fiore, un sogno che si realizza finalmente!
Avendo conosciuto Mark Camp, guida naturalistica e autore di diversi libri sulla Cornovaglia, non vedo l’ora di fare una gita con lui per comprendere meglio questa terra meravigliosa!

Liguria in rosa

Siamo da poco rientrate dopo un breve viaggio nel meraviglioso Ponente Ligure. È stata un’occasione unica per conoscere meglio questo estremo lembo del nostro Paese che ci ha ammaliato per il suo paesaggio stretto tra mare e montagna, per la sua lussureggiante vegetazione spontanea, i meravigliosi giardini e che ci ha regalato incontri con persone davvero speciali.

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Un grazie va a Costanza Belloni di Villa Il Paradisino, a Sesto Fiorentino, per averci messo in contatto con Lorena Acquarone del Molino dei Giusy ed il Consorzio METE di Liguria, una squadra tutta al femminile di imprenditrici di Imperia dedite all’accoglienza di qualità. Sei donne, con sei storie diverse, unite dall’amore per la loro terra ed il desiderio di promuoverla in modo autentico, con particolare attenzione alle bellezze sottili dell’entroterra, i suoi giardini, la sua storia, la sua enogastronomia. Hanno restaurato con cura e grande attenzione le loro case di famiglia, un borghetto di pietra, una antica torre e accolgono coloro che, stanchi di una vacanza mordi e fuggi, desiderano vivere una vacanza diversa, assaporando i profumi di una terra ancora per la maggior parte segreta.

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E così, percorrendo panoramiche strade tra gli stupendi ulivi taggiaschi, i cipressi e la macchia mediterranea, costeggiando intere scarpate coperte da Echium fastuosum, agavi ed aloe, nuvole di ginestra bianca (Genista monosperma), colorate da margherite africane (Dimorphoteca), punteggiate da palme e addolcite da glicini scappati dai maestosi giardini di ville nascoste,

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siamo andate a scoprire antichi ed affascinanti borghi dell estremo ponente ligure come Dolceacqua, Apricale, Diano e le sue frazioni, Cervo e tanti altri.

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E poi le tappe enogastronomiche! Sento ancora il sapore delicato dei ravioli di Prebuggiùn (il tipico ripieno di erbe selvatiche) con fonduta di toma e quelli di coniglio al profumo di timo degustati da Delio ad Apricale – che posto fuori dal tempo!

Bellissimo poi l’incontro con Maura Muratorio, autrice del libro ‘Thomas Hanbury ed il suo giardino’, nella meravigliosa cornice della sua casa in campagna Borgo Muratori dove abbiamo ammirato per la prima volta la rosa ‘Senateur La Follette’, rivista poi a Villa Hanbury.

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Villa Hanbury – giardino botanico di acclimatazione tra i più importanti e famosi al mondo – ci ha davvero fatto fare un tuffo in una vegetazione tanto diversa e lontana da quella a cui siamo abituate dalle nostre parti: è stato un viaggio botanico che dalla macchia mediterranea ci ha portato attraverso i paesaggi desertici delle succulente e cactacee, dalla vegetazione centro e sud americana, a quella sudafricana, australiana e tropicale. Ma di questo giardino meraviglioso vi racconteremo di più in un prossimo post.

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Naturalmente con tutte queste meraviglie botaniche negli occhi, non abbiamo saputo resistere all’irrefrenabile impulso di far visita, prima di lasciare la Liguria, ad un vivaio locale, pur consapevoli che non avremmo potuto far crescere nel Friuli Venezia Giulia, dove risediamo, le piante che tanto ci avevano affascinato…
Magico è stato l’incontro con Clemence e Daniele del Giardino-Vivaio Ciancavarè a Villa Viani, specializzato in piante della macchia mediterranea, piante da arido, rustiche e spontanee, con una meravigliosa collezione di salvie, cisti, lavande, elicrisi, santoline, seneci, artemisie, euforbie. Il tutto coltivato con una dose impressionante di dedizione e passione, con metodo assolutamente naturale e biologico ed in una ambientazione davvero idilliaca, tra fasce coltivate ad olivo e bosco di querce.

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E last but not least, il tanto atteso incontro con Simonetta Chiarugi a bordo mare nella sua splendida Celle Ligure. Simonetta è una grande appassionata di giardinaggio, della natura e delle piante, abile decoratrice e amante delle cose belle e dal sapore shabby. Fotografa e scrive per diverse testate, crea interessanti eventi legati al verde con l’intento di avvicinare sempre più persone al giardinaggio, in tutte le sue forme. Comunica questa sua grande passione nel suo splendido blog Aboutgarden. Davvero un incontro speciale!

Insomma un viaggio tutto rosa, pieno di stimoli, ispirazione, bellezza, gentilezza e semi… di basilico ligure e di nuovi Viaggi Floreali! Questa esperienza ha infatti ispirato due nuovi viaggi: uno per portare le nuove amiche a conoscere il nostro amato Friuli Venezia Giulia ed uno alla scoperta dei giardini, del paesaggio e della cultura ligure!
Molto bolle in pentola!!

DONNE DI FIORI – UN VIAGGIO FLOREALE NEL SUD OVEST BRITANNICO PARTE 2

28 LUNEDì

Che sorpresa ci attende a Truro. Oltre alla piacevole atmosfera cittadina con la sua antica cattedrale, i negozi carini e molta gente in giro (le scuole sono chiuse in vista della festa di Halloween!), abbiamo un appuntamento a Bosvigo House dove la signora Wendy ci aspetta per illustrarci le modalità di accesso alla sua casa e al giardino. Arriviamo davanti all’antica dimora attraversando un classico vialetto di ghiaia con siepi. Un po’ di tristezza quando un cartello esposto all’ingresso informa i visitatori che il giardino è dedicato alla figlia della proprietaria, morta nello tsunami del 2004, ma va bene così, è giusto ricordare ed esprimere il proprio dolore per andare avanti. Infatti mi colpisce molto la simpatia e l’energia della proprietaria: la signora Wendy che vive da sola in questa immensa casa vecchia di secoli, condividendola con un fantasma che abita in una stanza al primo piano dove lei non mette piede: una convivenza naturale e pacifica! In questa casa si può godere, su richiesta, di una visita guidata, impreziosita di racconti e curiosità come il motivo dell’ampiezza di scale e passaggi: le donne che qui hanno abitato nei secoli passati, indossavano le ampie gonne con sottogonna di crinolina per cui esisteva addirittura un apposito vano-armadio nel muro, e quindi porte e scale dovevano permetterne il passaggio.

Bosvigo sala pranzo
Bosvigo sala pranzo

Passiamo un bel po’ di tempo in cucina sorseggiando caffè, per mettere a punto un eventuale incontro con i gruppi: la lady è molto presa dal menù da proporre, e per almeno 10 volte l’ascoltiamo cambiare idea a riguardo…. Ma quel anche conta qui, è la cornice in cui il menù in questione verrà proposto: una magnifica sala con pavimenti di pietra originali, una splendida cucina economica in ghisa di fine 800 e arredi d’epoca rustici ed accoglienti.

L’intraprendente signora si è inventata un bellissimo modo per non stare sola!!!

Anche il giardino presenta scorci piacevoli, anche se è chiaro che la stagione non è quella giusta. Si intuiscono le grandi fioriture primaverili di rododendri, azalee e camelie, le aiuole con le perenni estive, i grandi e antichi alberi sono invece in piena forma, cominciano appena a perdere le foglie. Di particolare notiamo una collezione di Helleborus che però in questo periodo si presenta come una disordinata distesa di ciuffi verdi. E mentre le campane della Cattedrale di Truro suonano il mezzogiorno, lasciamo la dolce lady con la sua micetta Queenie nella loro very british dimora.

Wendy a Bosvigo
Wendy a Bosvigo

Prossima tappa: OCEANO!!!

Eh sì oggi è il gran giorno in cui per la prima volta incontro l’Oceano Atlantico. Per questo appuntamento scegliamo Portreath che si trova all’inizio di una splendida strada che offre scorci splendidi di pascoli e mare, di verdi e di blu…

Portreath è dotata di spiaggia sabbiosa, scogliera, vento fortissimo e una Public House di sapore e nome marinaro, il Waterfront Inn con ampie vetrate vista oceano e arredo white, che si rivelerà presenza salvifica quando l’improvviso acquazzone cornish ci farà correre via dalla spiaggia. Ma cominciamo dall’inizio. Parcheggiamo nella baia, siamo accolte da un vento..direi notevole anche per noi che al vento siamo avvezze, e che ci costringe a stratificare giacche, giacconi, guanti, sciarpe, berretti…mentre un gruppetto di ragazzi indigeni palleggiano nel campo di calcio in calzoncini corti e t-shirt!!!! E a questo punto del viaggio che prendiamo consapevolezza della curiosa “termicità” del popolo cornish! Ma ne parleremo tra poco e anche più in là.

cuore d'alga
cuore d’alga

Con il nostro look multistrato affrontiamo la scalinata che protegge con il suo alto muro la spiaggia, ed ecco che Mr Oceano ci si presenta davanti smagliante con le sue onde, il suo risucchio, il suo fragore… Onde altissime che creano un ampissimo bagnasciuga dove due cuccioli cornish in maniche corte (of course) giocano ad entrare nel mare e a scappare all’arrivo della lunghissima onda: ecco che nasce questa bellissima immagine sulla relatività.IMG_3105
Prese da gommose alghe, lucide pietre e frastornate dal rumore del grande oceano che schiaffeggia le alte scogliere che orlano la spiaggia, veniamo sorprese dal sopra menzionato acquazzone, tipicamente cornish ovvero orizzontale, che ci costringe ad una rapida ritirata nel Waterfront Inn  per sorseggiare qualcosa di caldo prima di continuare il nostro viaggio verso ovest.

La meta di oggi è St Ives o più in là se avremo tempo, alla ricerca del mitico Land’s End dove il mondo finisce…

Torna il sole, in tipico stile tropical-british, percorriamo con piacere questo splendido tratto di strada (B3301) e ci concediamo una emozionantissima pausa come quella su Hell’s Mouth. Un panorama mozzafiato affacciato sull’oceano da un terrazzo d’erba dove solo il buonsenso ti impedisce di volare giù per non tornare più in questo mondo. Assolutamente VIETATO a incoscienti, ubriachi, bambini disubbidienti e paurosi di ogni tipo!

cielo...mare...vento
cielo…mare…vento

Come dice Erica, uno dei posti più belli mai visti: condivido! Soprattutto per la scarica adrenalinica che ti dà tutto questo cielo, questo suono di mare e di vento che cancella tutto il resto: ci sei solo tu con i tuoi pensieri e la grande madre natura….niente scalette, parapetti di sicurezza, panorami attrezzati con panchine e cannocchiali, solo tu, il tuo buon senso e alla fine….il consueto piovasco orizzontale che ferma questi pensieri per indurci ad una precipitosa ma divertente corsa in discesa. Peccato andare via da qui soprattutto se a darti il saluto arriva una raffica di arcobaleni. No, non possiamo partire proprio adesso, godiamoci almeno uno di questi archi colorati che qui hanno davvero un sapore speciale.

Doppio arcobaleno
Doppio arcobaleno

Via adesso, vogliamo raggiungere St. Ives prima del buio. Ce la facciamo, arriviamo alle 4 e mezza, giusto in tempo per apprezzare i colori del crepuscolo. Lo spettacolo del tramonto non è previsto, il cielo si fa grigio e la solita pioggia fermerà anche qui la nostra passeggiata…

Terra di Mare
Terra di Mare

La città si sviluppa sul fianco della collina che scende verso la spiaggia, noi arrivando dall’alto godiamo di una bella vista sulla città, con i suoi tetti ricoperti di muschio ed erbette di varo tipo: un colpo  d’occhio davvero bello, le antiche case con i tetti di pietra ricoperti di verde, come praticelli….e in basso la sabbiosa spiaggia e il dedalo di stradine a farle da cornice. Ci addentriamo nei stretti viottoli pieni di gente (anche in tenuta da surf, con gocciolante muta, ciabatte e tavola da surf sotto il braccio), ed entriamo ed usciamo dai piccoli graziosi negozietti, incerte tra l’acquisto di maglioni di lana ed impermeabili prodotti localmente che esibiscono sull’etichetta la certificazione di resistenza alla pioggia orizzontale della Cornovaglia! Anche la scelta del Pasty da consumare per cena, si presenta ardua, è pieno di tentazioni alimentari che occhieggiano dalle vetrine.
Pasty: tipico pasto della Cornovaglia dal 2003 riconosciuto IGP! E un fagottino di pasta ripiena di carne o uova o verdure o di tutto un po’, nato come pasto per i minatori.

 

Tentazioni culinarie a St Ives
Tentazioni culinarie a St Ives

Prima di scegliere il pasto quotidiano, vogliamo scendere fino al mare e passeggiare lungo la spiaggia. Purtroppo quest’intento e l’entusiasmo vengono smorzati dal gelido piovasco che ci fa precipitare in un Tea-Room, dove, circondate da torte in luccicanti alzate di vetro, ordiniamo il nostro typical cornish pasty. Successivamente scopriamo di essere capitati nell’unico posto della città dove il pasty che viene servito è Gluten-free!!! Mi rimane la voglia di provarne uno normale.. La sera è ormai scesa e dobbiamo percorrere un bel po’ di strada per raggiungere Littlearnick Farm a Looe dove abbiamo prenotato la stanza per stanotte.

Lasciamo quindi l’oceano e ci infiliamo nella grande viabilità con il rimpianto di non avere una sistemazione più vicina che avrebbe potuto permetterci di tornare domani alla ricerca di nuovi scorci ed emozioni oceaniche!

Siamo nelle tenebre tra strette strade di campagna, quando il fido navigatore di I-Pad insiste sul farci imboccare un improbabile viottolo che mai e poi mai due donne sole in una sciccosa Audi Coupè, in terra straniera, si sognerebbero di entrare. Ma eccoci arrivati a casa della carinissima e very english signora che riceve i suoi ospiti nella grande casa di campagna. Tutto molto british, il caminetto acceso nella sala, la stretta scala che porta al piano superiore, moquette ovunque, doccia elettrica, riviste di giardinaggio in consultazione, thè e caffè in camera, tripli cuscini, trapunta a fiori, tendaggi in tinta….

29 MARTEDì

Little Larnick
Little Larnick

Super colazione e super sorpresa uscire al mattino con il sole ad illuminare i prati che le tenebre inghiottivano al nostro arrivo ieri sera.
Oggi non sono previsti incontri, quindi ci godiamo una mattina turistica con visita a Looe e Polperro, carinissimi villaggi costieri affacciati sulla Manica. Looe ci accoglie con un’infilata di negozietti per turisti (un paio a dir la verità, niente in confronto a ciò a cui siamo abituati nelle nostre città). Sul canale che divide in due il villaggio, parecchi bambini pescano granchi o meglio molti granchi si lasciano catturare dai bambini che, felici dell’abbondanza del loro pescato, li rigettano in mare.

Looe
Looe

Looe si sviluppa sulla foce dell’omonimo fiume al di qua e al di là delle sue sponde, per finire sulla tranquilla spiaggia dove il fiume si getta nel mare. Segnali turistici ci informano sulle regole di balneazione e vari banchetti informativi vendono gite in barca alla scoperta delle coste e delle isole. Da ricordare un paio di costruzioni: una chiesa trasformata i condominio con tanto di citofono sul portone, ed un’antichissima casina di pietra a calce e vecchie travi di legno, tutta sghemba e dalla magica atmosfera da casa delle streghe o forse meglio, da bettola di pirati.

Casa del 1500
Casa del 1500

Ma l’atmosfera piratesca è più presente a Polperro, che si trova un po’ più a ovest sullo stesso tratto di costa. A Polperro si entra a piedi, la macchina va lasciata nel grande parcheggio prima di imboccare il canale su cui sorge il villaggio. Una breve passeggiata tra simpatici negozietti di souvenir in stile marino, vetrine con leccornie tentatrici e curatissime case tutte in fila con le bianche facciate, i tetti a punta, le finestrelle riquadrate e il curatissimo giardinetto, ci conduce al mare. Qui, lo stretto imbocco naturale del porto protetto da alte rocce, fa venire in mente storie di pirati e marinai ben protetti da incursioni indesiderate. A destra del piccolo porto un sentiero ci porta alla scogliera da cui godiamo di un altro grande panorama.

Polperro
Polperro

Manca la drammaticità dell’oceano, qui sai che dall’altra parte c’è l’Europa; un piccolo pub sul porto ti ricorda che è l’ultimo posto in cui bere una birra prima… della Francia! Non resistiamo alla tentazione di una passeggiata fangosissima in costa alla scogliera verso ovest ma, a parte un romantico passaggio di pescherecci sotto di noi, non ho particolari spunti di cui parlare. Ci facciamo infinocchiare al ristorantino che ci serve una gustosa crema di carote Knorr e lasciamo questa chicca marinara per raggiungere la nostra sistemazione notturna di oggi.

Anche la Cornovaglia rimane alle spalle mentre percorriamo il Devon alla ricerca di un nuovo giardino da visitare. Non ricordo il nome ma ricordo la riccioluta proprietaria che assomiglia moltissimo alla pazza insegnante di divinazione in Harry Potter interpretata da una riccioluta Emma Thompson. In questo giardino il gelo ci attanaglia mentre percorriamo curiosi intrecci di ramaglie e tubi di alluminio…Molto spiritosa, al limite del raggiro, l’idea del “giardino di muschio”: vedere per credere! Una zona particolarmente umida nel boscoso giardino dove il muschio cresce spontaneo come in ogni zona umida di qualsiasi bosco!

Intirizzite e stanche ma soprattutto affamate, ci mettiamo in viaggio verso il B&B Stone Cottage e guidate dal fido navigatore e alla fine dall’appetito stuzzicato da un delizioso profumino, troviamo mr Robert che ci accoglie tra le tenebre di questa ennesima sperduta strada tra boschi e campagna. Da citare l’entrata in scena poco prima, di un gentiluomo che con la torcia è uscito dalla sua casa per chiederci se avevamo bisogno di aiuto: evidentemente non passano di qua in molti e avendoci sentite passare più di una volta si è allarmato. Gentilezza d’altri tempi: Country Style!

La nostra colazione preparata da Robert
La nostra colazione preparata da Robert

Mr Robert sta preparando la cena per sé e la sua compagna, non sembra ci stessero aspettando, c’è stato un malinteso sulla prenotazione, ma non importa, la stanza è pronta, possiamo appropriarcene. Forse non aspettandoci, non hanno previsto di fare le pulizie però… ma chi se ne frega, l’atmosfera è così piacevolmente familiare, la casina così accogliente, il focolare scoppiettante che fa da sottofondo ai rauchi miagolii della vecchia micetta, che non ci formalizziamo quando nel cestino delle marmellate c’è qualcosa che cammina…l’importante è che non salti!

mr Robert
mr Robert

Donne di Fiori – Un viaggio floreale nel Sud Ovest Britannico – parte 1

Scritto da Laura Vaccari

25 OTTOBRE, VENERDI
L’inizio di un viaggio comincia già fuori dalla porta di casa, quando ti assale l’incertezza su come impiegare l’ultimo minuto: ancora baci e saluti a chi resta, o un’ultima ispezione ai bagagli? Ancora un ciao ai ragazzi che alla finestra recitano un melodrammatico addio…. e si va!
E’ veloce il tragitto fino all’aeroporto e a parte un paio di forti emozioni (leggi: panico), al solito decollo e all’inevitabile atterraggio, ci troviamo in suolo britannico a bordo di una quasi sciccosa Audi, tutta moquette e tecnologia che ci mette subito alla prova: freno a mano elettronico…come si toglie? …Ma la smorfiosa no sa ancora con chi ha a che fare.
E per la seconda volta oggi, si va verso un’altra meta, in terra straniera, al buio e con le idee poco chiare sulla direzione da prendere. Ma basta un n° di telefono, e la risposta di un gentile interlocutore, per arrivare a destinazione, appropriarsi di una stanza, togliersi le scarpe e ordinare la colazione. Buona notte. Finalmente.

26 OTTOBRE, SABATO
Per la prima volta ho un contatto reale con una vera, originale, succulenta FULL ENGLISH BREAKFAST. Wow!

JW Blooms
JW Blooms

Alle 10 ci aspetta Jan la nostra prima Donna di Fiori, proprietaria di JW Blooms. Un’ accoglienza davvero piacevole nella sua “capanna” con thè e biscotti, of course. Al calduccio della stufa parliamo di come organizza i suoi workshop di impostazione del giardino e di composizione floreale, e di come lavora. Mi rendo conto in pochi minuti, che questa donna fa un lavoro fantastico e che se mi chiedesse di restare, direi di sì! La mia meraviglia cresce ancora quando visitiamo il campo dove Jan fa crescere i suoi fiori. E’ tutto di una semplicità e di una vitalità… Il mio personale premio oscar va all’idea di piantare i tulipani sul fondo di una vecchia vasca da bagno, in modo da ottenere fiori dai gambi lunghissimi.

La Capanna di Jan
La Capanna di Jan

Jan mi sembra una vera guru del settore, è così rilassata, così libera da schemi che non può non contagiarti facendoti venire voglia, all’istante, di seminare, trapiantare, concimare…. Ce ne andiamo con la certezza che Jan può davvero insegnare molto, e con una piccola e preziosa selezione di semi ordinatamente riposti in sacchetti di organza, che ha raccolto per noi. Che peccato andare via!! Fare questo lavoro potrebbe essere il mio sogno. O forse lo è…

il campo di Jan confina con queste belle signorine.
il campo di Jan confina con queste belle signorine.
I molto Cornish muri vegetali
I molto Cornish muri vegetali

Riprendiamo il viaggio verso ovest. Meta: il giardino privato di Ken Caro. Il percorso si distingue per bellezza e novità, la stretta strada costeggiata da quelli che battezziamo “muri vegetali”, sarà una presenza costante e sempre stupefacente. Attraversiamo boschi, costeggiamo prati e arriviamo a destinazione. Il giardino è molto bello nonostante non ci siano gli amici fiori. Ma devo dire che tra foglie, rami e rimasugli di fioriture estive, non posso fare a meno di essere affascinata dalla cura e dalla devozione che questo giardino ci mostra.

British delight! peccato non aver visto gli anemoni fioriti...
British delight! peccato non aver visto gli anemoni fioriti…
Ken Caro Garden
Ken Caro Garden

E’ ora di avviarsi verso la cuccia di questa notte, m non prima di una sosta per uno spuntino. Quale migliore scelta di un pub di campagna, soprattutto se si tratta del mio “primo pub”! … Biliardo, uomini con birra, schermo con partita di rugby, mega sandwich, tavolo con macchie di precedenti spuntini, soffitto basso, ragnatele alle finestre: perfetto direi
Più perfetta ancora la sistemazione di stanotte che meriterebbe una dettagliata ma lunghissima descrizione. La stanza è bellissima, colorata, confortevole, al di sopra di ogni aspettativa; ce la godiamo bevendo thè, caffè, sgranocchiando biscotti, un film, tra i cuscini…

Lower Barns B&B
Lower Barns B&B

27 OTTOBRE DOMENICA
Scopriamo al mattino che l’ora legale entra in vigore anche in Inghilterra: alle 8.30 la colazione non è pronta?! Infatti sono le 7.30, ci comunica la padrona di casa! Bene abbiamo un’ora da far passare, il sole sbrilluccica tra le nuvole e allora andiamo ad esplorare. A sorpresa una vigna, un capanno attrezzato per produrre vino, che sorpresa…in Cornovaglia!

solo.. bello...
solo.. bello…

Gran bella sistemazione qui al Lower Barns di Saint Austell, tra boschi e prati, a pochi minuti dalla strada principale, l’esterno delizioso con la jacuzzi a cielo aperto ed il capanno in pietra per le cene, il curatissimo giardino. Super curata e di ottima qualità anche la colazione servita ad un gran tavolo rotondo dove gli ospiti siedono tutti assieme tra coloratissime porcellane e sfiziosi decori. Riesco addirittura ad ottenere un caffè espresso, così forte..troppo..anche per me.

Colazione sciccosa a Lower Barns B&B
Colazione sciccosa a Lower Barns B&B

Lasciamo Lower Barns, passando per Pengrugla (mai avrei pensato che un villaggio inglese potesse aver un simile nome!)

Pengrugla e i muri vegetali
Pengrugla e i muri vegetali

Il nostro viaggio oggi ci porta a Fowey, dove Rebecca e Maz, proprietarie di Garden Gate Flower Company, ci aspettano per il nostro secondo appuntamento con le fantastiche Donne di Fiori.

Il campo del Garden Gate Flower Company
Il campo del Garden Gate Flower Company
Benvenute!
Benvenute!

Visitiamo subito il campo dove le due grintose ragazze seminano, trapiantano e raccolgono i fiori necessari alle loro composizioni che vengono sempre più richieste, a mio avviso per la semplicità e la naturalezza degli accostamenti. L’immancabile thè stavolta lo sorseggiamo in una graziosa English-issima cucina, accompagnato da torta casalinga e piacevolissima consultazione del book con i loro lavori.

Di questo incontro mi rimane incollata una speciale energia, quella che schizza fuori da queste due intraprendenti ragazzone che con grande semplicità, una buona dose di fortuna (non a tutti capita di possedere svariati acri di terra!), e tanta voglia di fare, si sono inventate un lavoro che è anche uno stile di vita. Le lasciamo in questa domenica mattina tra il cielo e i prati attorniate da cani, figli e mariti.

Affascinata!
Affascinata!

Proseguiamo per visitare il giardino effettivamente ben nascosto di ‘Hidden Valley’. Sono in piena fioritura migliaia di coloratissime Dalie che a detta del proprietario che ci accompagna, verranno fra qualche giorno rasate al suolo. Il giardino si sviluppa tra una fonte naturale e la ferrovia dove passa il treno per “London” ci racconta il proprietario. Ci sono ancora molti lamponi da raccogliere e un grazioso capanno con tea room e spazio vendita di piante.

A Hidden VAlley abbiamo trovato una collezione ricchissima di Dalie, che meraviglia!
A Hidden VAlley abbiamo trovato una collezione ricchissima di Dalie, che meraviglia!

Pausa pranzo durante il viaggio che ci porta ancora più a ovest. Ottimo il mio primo Fish and Chips gustato al Pub New Inn di St. Austell, in una deliziosa atmosfera al calduccio di un’accogliente saletta, coccolate dalla simpatica cameriera in questa fredda e piovosa domenica.
Il tempo peggiora, si attende una tempesta di pioggia e vento nella notte. Ma noi comunque esploriamo e seguendo il fascino dei nomi sulla mappa, ci imbuchiamo nei pantani creati dalla bassa marea a Devoran. Proviamo a spingerci a sud fino a Falmouth, triste cittadina sul mare che, sarà per il tempo grigio, sarà per la scarsa vitalità, ci fa decidere che una sosta per un caffè può bastare.

New Inn Pub... che buon pranzo!
New Inn Pub… che buon pranzo!

Buio pesto e pioggia battente ci accolgono a Killagordens Shires, fattoria in campagna poco distante dalla città di Truro dove ci siamo approvvigionate di gustosa cenetta take away in ristorante cinese gestito da inglesi! Fra le tenebre cerchiamo la proprietaria che arriva dopo essere stata allertata dal vicino di casa a cui abbiamo chiesto aiuto. Entriamo in una specie di parco giochi ceramico: ovunque si appoggia lo sguardo piatti, piattini, tazze, teiere….appesi o appoggiati su mensole che riempiono tutto il perimetro della stanza. Il fuoco scoppietta nel focolare e se non fosse per l’odore di muffa che pervade questa casa, sarebbe quasi bello stare qui mentre fuori imperversa la pioggia. La nostra stanza è molto carina, azzurra la finestra, azzurra la trapunta, azzurri i muri e fra tutto questo, una cosa che fa tornare indietro con il tempo: una scatola con la carta da lettere!

Al risveglio ci attendono altre sorprese: la colazione viene servita nella stanza più piena di ninnoli che si possa immaginare. Non manca niente, mensole, ripiani, credenze, piattaie e tavolini tutte in un tripudio di porcellane variopinte in una sorta di horror-vacui britannico.

Killagorden Shires
Killagorden Shires
Non si poteva anon documentare!
Non si poteva anon documentare!

Zoo ceramico