Cotswolds: il racconto di una compagna di viaggio

Felicissime di aver ricevuto questo bellissimo racconto di viaggio, non possiamo afre a meno di condividerlo.

Sono appena rientrata dal Viaggio nelle Cotswalds: un eden. Regnano pace, verde, fiori, animali liberi, luce, odori di erba tagliata ed essenze profumate, di lavanda e di the’ aromatici, di fish and chips e di dolci fatti in casa.
Con Viaggi Floreali, sai che la compagnia di viaggio condivide con te questi amori e l’armonia di gruppo ne sarà beneficerà’. Il mio, poi, è stato un gruppo eccezionale, donne speciali: Anna, Alessandra, Emilia e Veronica, tutte entrate nel mio cuore e in quello di mia sorella, naturalmente così come la nostra guida, ormai amica, semplicemente fantastica. Attenta alle esigenze di ognuna di noi, piacevolissima nello spiegarci qualsiasi argomento, con naturalezza, con allegria, molta competenza, ma senza mai annoiare, condendo il tutto con chicche che non leggi di certo in giro.

Il video racconto fatto con le foto di Maria Rita, Anna, Eleonora, Emilia e Alessandra.


Abbiamo fatto base in un bed & breakfast delizioso. Tipica casa inglese per assaporare a pieno l’atmosfera britannica, con carte da parati e giardino compresi e un’ospite perfetta: Kate, efficientissima, sempre pronta a soddisfare ogni esigenza, e, anche lei sempre col sorriso!
La sua disponibilità mi ha veramente colpito. Un esempio tra tutti: la sera prima di partire, per salutarci, ci ha preparato un aperitivo delizioso, con tanti sfizi, naturalmente preparati in casa, compreso il cocktail a base di Pimm’s base di gin, con tanta frutta tagliata, menta e limone.
Le colazioni di Kate sono impareggiabili: molta frutta fresca, sempre melone, fragole, frutti di bosco, e anche ananas, pesche, passion fruit…insomma un vero tripudio.
Anche il pane, preparato da Kate, condito in modi diversi e gustosissimo.
Oltre al classico bianco o integrale da gustare tostato col burro e marmellate (sempre “homemade”).
Poi yogurt, cereali, dolci fatti in casa, manco a dirlo.
“Least but not last”, insomma non per ultimo cito: le uova.
Fritte, poached o (e le raccomando) strapazzate. Le uova sono di galline libere, il tuorlo è di un giallo che io non ricordo di aver mai visto ed hanno un sapore da provare assolutamente.
E poi l’angolo salato, con brie, salame, salmone e quant’altro.
Passiamo all’oggetto del viaggio. Ogni giorno abbiamo visitato uno o due giardini, tutti diversi nell’impianto, nella progettazione, nelle sensazioni che emana e l’impronta che lascia.
Ognuno ti incanta.
E l’ultimo, non sai perché, ti pare il più bello.
Fino al successivo…
C’è stato tempo per visitare dai paesini più tranquilli, immersi in una natura sfolgorante, dal silenzio rotto dal qualche belato ai villaggi più vivaci, sprizzanti di turisti colorati che gioiosamente li precorrono fotografando tutto (persino un gruppo di tartarughe …finte! In ferro, si! giuro!). Ogni paese comunque iconografico e dunque imperdibile.
Li abbiamo girati liberamente, per la gioia di chi ama i monumenti o fare shopping o riposarsi in una sala da the’ o sorseggiare una birra fresca in un pub, magari all’aperto, con vista a perdita d’occhio sul panorama e godersi il tramonto.
Il programma era fitto e lo abbiamo rispettato tutto.
Senza corse tuttavia, senza affanni, senza subire l’ansia dell’ “impegno” ma concertando insieme gli orari degli appuntamenti.
Parimenti, abbiamo concordato di variare il programma ed inserire un evento appreso lì per lì: porte aperte per un giorno ai giardini privati. Evento confermatosi un’esperienza unica, veramente speciale.
In conclusione è stato un viaggio splendido, lo suggerisco a chi ama la quiete, la natura.
A chi è curioso.
A chi vuole rigenerarsi nel fisico (si cammina un bel po’, ma ci si può sempre fermare per riposare! ) e nello spirito, nella zona c’è un rispetto della natura e delle persone che ritempra.
A Broadway ad esempio ci si saluta tutti in paese, anche se nessuno vi conosce.
Non serve parlare inglese, la guida vi tradurrà tutto, menu inclusi.
Basterà che impariate: “Hello!”, “Good morning” “Good bye!” e “Good evening”; prepariate un paio di scarpe comode et voila’, sarete pronti per partire per uno degli angoli dell’Inghilterra più incontaminati e più verdi, dove potreste imbattervi, con un po’ di fortuna, perché no, anche nell’Ispettore Barnaby.
Buon viaggio!
Maria Rita Genco

Non serve una licenza per passeggiare

Questi ultimi mesi sono stati caratterizzati da molte novità, nuovi incontri e nuove sfide.

Ciò che mi piace della mia vita e del mio ‘lavoro’ è che sono costantemente a confronto con me stessa, con i miei limiti, con persone che mi ispirano, sia per la loro bellezza che per la loro bruttezza. Cerco di utilizzare soprattutto le criticità e i miei errori per crescere e per migliorare. Dico sempre che mi piacerebbe poter comprendere e crescere senza fare certi errori, mi piacerebbe essere così saggia da poter intuire in anticipo – ma ad un certo punto, con 45 anni di vita alle spalle e un certo numero di errori grandi – comprendo ed accetto che la mia modalità è questa: se non ci sbatto il naso non imparo.

Un paio di cose mi sono rimaste ben impresse dai miei studi per il master in TESOL (teaching English to Speakers od Other Languages) a Londra:

  1. Ognuno è dotato di un suo metodo cognitivo – e impara solo in quel modo. Io sono una kinestesica – imparo solo facendo.
  2. Per imparare una nuova materia ci deve essere una forte Motivazione e l’allievo deve poter essere Autonomo.

Vi chiederete perché vi sto raccontando queste cose. Me lo chiedo pure io.. ma vediamo dove va a finire questo racconto…

Mi sento in cammino ormai da molti anni, sento la chiamata verso qualcosa che non ho ancora compreso chiaramente, sento il desiderio di avere uno o più mentori su questo mio cammino, sento spesso il peso sulle mie spalle di questo cammino in solitaria, mi dico che vorrei affidarmi a qualcuno…. e poi mi tornano in mente questi principi su cui ho fondato la mia ‘rinascita’ dopo la malattia del 2005-2009.

Nel 2008 sono andata ad ascoltare il Dalai Lama a Milano per 3 giorni. E’ stata un’esperienza stranissima. A livello intellettuale non ho compreso tutto quello che diceva, certi concetti erano molto distanti dalla mia comprensione, ma ciononostante ero permeata (e son certa anche tutte le altre migliaia di persone presenti) da un fortissimo senso di compassione, dolcezza, pazienza, e allegria.

Oltre a questa bellissima sensazione di essere avvolta in una soffice coperta amorevole, l’insegnamento che più mi ha colpito riguarda nuovamente il sistema cognitivo. Questa volta riguardava la verità e la religione. Il Dalai Lama spiegò che esistono molte filosofie e religioni perché al mondo e nelle varie epoche ci sono stati uomini illuminati che avevano diversi sistemi cognitivi. Più o meno tutte le religioni e le filosofie aspirano alla felicità, la pace, l’amore. Ma avendo sistemi cognitivi diversi, gli esseri umani arrivano alla stessa comprensione usando canali diversi. Il Dalai Lama scoraggiava tutti noi occidentali a cambiare religione a meno che non trovassimo in una religione diversa dalla nostra il modello adatto al nostro sistema cognitivo, o in parole più semplici – ben venga avvicinarsi ad una religione diversa dalla tua se il metodo che ti propone ti aiuta a diventare più paziente, compassionevole, amorevole. Ci invitò a mettere sempre tutto in discussione e non accettare nulla come legge. La religione, la filosofia vanno messe in pratica ed i risultati osservati.

E così negli anni mi sembra di aver compreso che tutti abbiamo qualcosa da dare e da prendere in tutti gli incontri. Ogni persona che incontro può essere mio mentore anche solo per un giorno, a sua insaputa, a suo o mio malgrado. Sta a me riconoscere il valore dell’incontro e lasciare fiduciosamente che le cose accadano…. Lo capirò dopo il messaggio, l’insegnamento. Forse per chi mi legge tutto questo è banale.. per me non lo è stato. L’ego mi ha spesso portata a dare troppa importanza a certe persone il cui esempio non aveva nulla di arricchente per la mia vita, o di ignorare invece altre la cui influenza sarebbe stata molto più positiva e costruttiva.

Così.. insomma.. una riflessione di mezza estate – con le cicale che friniscono e la brezza che mi accarezza i capelli all’ombra della chiesa dei santi Pietro e Paolo di Tomaj.

Ma il titolo di questo articolo è: ‘Non serve una licenza per passeggiare’. Tornando quindi con i piedi in terra, vi racconto di questa riflessione che ho fatto quest’anno durante i viaggi.

Lo sapete che per il 90% i Viaggi Floreali sono frequentati da donne, alle volte sono amiche che viaggiano insieme, altre sono madre e figlia, ma nella stragrande maggioranza dei casi sono donne che viaggiano da sole. Da sole perché il marito non ama l’andar lento tra fiori e giardini, da sole perché non hanno più un marito, da sole perché si vogliono regalare uno spazio personale per stare nella bellezza, da sole perchè era da una vita che sognavano di fare un’esperienza del genere ma non hanno nessuno con cui condividere e l’idea del piccolo gruppo condotto da donne le rassicura.

Ecco questo ultimo punto mi ha tanto scaldato il cuore. Quest’anno in particolare ho deciso di introdurre molte più passeggiate in natura nei viaggi, perché è forse il momento più autentico del viaggio, il momento più avventuroso, dove si lega di più e dove tutte si sentono più coraggiose… insieme.

Per qualche strano motivo si pensa sempre che per poter andare a fare una camminata nei boschi bisogna esser guidati, e si pensa solitamente alla guida escursionistica, al gruppo di sfegatati trekker che trasforma una qualsiasi gita in una corsa ad ostacoli.

Ma non deve necessariamente essere così.

Sarà che sono cresciuta nei boschi, da bambina abitavamo sul carso triestino, in una zona di nuovissima urbanizzazione, proprio al margine del bosco che si apriva sulla landa carsica. I pomeriggi si passavano così, a giocare nel bosco, a inventare giochi con cortecce, sassi, terra, piante. E le domeniche con le cugine, zie e zii si andava a scampagnare in Slovenia. Gamberi di fiume, nocciole, asparagi, funghi, stropacui (frutto del corniolo), frittelle di sambuco e di acacia.. Nessuno guidava nessuno – si andava e basta. Ognuno aveva la libertà di poter fare esperienza della natura, del bosco, delle piante, il loro profumo, le loro caratteristiche, per quanto spiacevoli potessero anche risultare (la bardana nei capelli, il tarassaco che macchia, il dittamo che ti fa venire le bolle, l’ortica urticante, le more spinose).

Il video racconto di questo splendido viaggio in Cornovaglia

E così poi è rimasto anche nella mia vita da grande. La sicurezza di sentirmi sempre esploratrice. Sempre a mio agio negli elementi naturali. La libertà di andare in un bosco che non conosco. L’entusiasmo di mettermi alla prova e venirne a capo.

Ecco, mi piacerebbe che nei miei viaggi ci fosse sempre questo spazio di spontaneità, di ‘controllata’ improvvisazione (con la dovuta documentazione a priori).

E quindi continuerò a sperimentare passeggiate semplici e sicure in luoghi spettacolari e di condividerli con chi a me si affida, nella lentezza che caratterizza noi donne di fiori.

Vi abbraccio forte e vi auguro un bellissimo weekend

Erica

Slovenia: Diario di una viaggiatrice – non è mai tardi per cambiare

Slovenia Inno alla Primavera 22-24 Marzo 2019

… nel bel mezzo di una “simpatica riflessione sul trascorrere del tempo ” , il 10 gennaio 2019, ricevo un messaggio su WhatsApp da Erica Vaccari:

  • Antonella buongiorno.
  • Sono Erica di Viaggi Floreali.
  • Guardi il video, c’è una sorpresa per lei.

Alla fine di ogni viaggio, Erica invia un questionario di qualità a chi ha partecipato (questionario per lei prezioso, che utilizza per apportare migliorie ai viaggi stessi). Ad ogni questionario viene assegnato un numero. Come ogni anno effettua quella che chiama una “Pesca magica” fra le persone che lo hanno inviato. Quel giorno viene estratto il numero 11, numero assegnato al mio questionario.

  • Congratulazioni Antonella, hai vinto un weekend. Ti aspettiamo. Fatti viva.

Dovrebbe sorprendermi piacevolmente, invece questo “fuori programma” quasi mi infastidisce… No, ho già deciso, quest’anno non vado da nessuna parte!

Mi metto in contatto, mi informo.

Il viaggio è da fare entro l’anno o lo posso offrire a una persona cara.

Offrire a chi ? I miei cari amano altre tipologie di viaggi.

Nutro grande simpatia per Erica, giovane donna entusiasta e determinata che ha dato vita a “Viaggi Floreali”, questo andar lento, a misura d’uomo, per vedere solo il meglio. Un modo di viaggiare che soddisfa la mia natura contemplativa, amante del silenzio parlante e della natura viva, insieme alla certezza di soggiornare in strutture generose di comodità e attenzioni per gli ospiti .

Non posso che andare, devo superare questa ritrosia.

Guardo i viaggi in programma. Non ho voglia di andare in Inghilterra. Mi dice che a breve aprirà le prenotazioni per un weekend in Slovenia .

Vada per la Slovenia…togliamoci questo pensiero!

Poco tempo dopo Erica pubblica il programma del viaggio in Slovenia: Inno alla Primavera 22-24- marzo 2019.

Inno alla primavera…faccio qualche riflessione: quante sono le mie primavere? Più che di primavera , parlerei di Autunno.

Leggo il programma:….bicicletta elettrica…corso di cucina…Giusto per me, penso con sarcasmo!

Fuori allenamento da alcuni anni, sovrappeso( no, decisamente grassa), mai provato interesse per i corsi di cucina…confido nel paesaggio.

Tanto ormai…

Dieci giorni prima del viaggio, Erica ha un’idea molto carina. Crea il gruppo “Inno alla Primavera” su WhatsApp per mettere in comunicazione i partecipanti del wekeend Sloveno.

Apprezzo questa iniziativa che mi da la possibilità di conoscere anzitempo i miei compagni di viaggio: nomi, luoghi di provenienza. Provo un’anticipata sensazione di familiarità.

Nei giorni a seguire, ci invia le foto di un tramonto sloveno che sembra bruciare il cielo. Il 21 marzo l’immagine di una piccola fioritura del Carso, augurandoci buona primavera. Lucia una foto di viole mammole.

L’occasione per me , di condividere col gruppo l’ inattesa nascita di una violetta bianca che ha scelto come sua dimora il mio orto per inaugurare questa insolita Primavera.

Tutto questo , rende più familiare, più intimo, il viaggio che mi appresto a fare.

Bene, valigia pronta!

22 Marzo

Il mattino successivo , mi reco alla stazione ferroviaria di buon’ora. Parto per questo fine settimana senza aspettative e con la mente completamente sgombra da ogni pensiero. Non dico a nessuno dove vado, tanto sono pochi giorni, certa che nessuno mi cercherà, avendo declinato per tempo ogni impegno.

Arrivo alla stazione ferroviaria di Monfalcone intorno alle 09:00, dove trovo ad aspettarmi Roberto ed Erica.

Ci salutiamo calorosamente. Partiamo per Stanjel, Goce. Il restante del gruppo ci raggiungerà in auto.

Mentre Erica ci illustra il paesaggio, ci fa notare la presenza del Cimitero Militare della prima Guerra Mondiale di Gorjansko. Poiché Roberto ed io ci mostriamo particolarmente interessati, ci propone di fermarci per visitarlo.

Osservo quel luogo pensando alla vita, alle storie di coloro che lo popolano, alle mani di coloro che ne hanno cura, alle anime che ne custodiscono il silenzio e la storia. All’inevitabile trascorrere del tempo. Al ricordo che dona eternità a uomini, cose ed emozioni.

Raggiungiamo il resto del gruppo a Stanjel.

Stanjel…camminiamo tra strette viuzze, deliziose piazze, case in pietra , essenziali e forti. Vediamo il Giardino dei Ferrari, la parte vecchia del borgo, il castello. Passeggiamo lungo le mura animate da vegetazione e gentili fioriture, dove i raggi del sole s’insinuano allegramente.

Sento il mio respiro farsi lento e paziente, accompagnato dal profumo del tempo e il richiamo del passato.

Vivo un momento magico a Goce.

Villaggio molto antico, fatto interamente di pietra, brulicante di stradine strettissime. La pietra regna sovrana. Immagino la bora vinta da tanta magnificenza architettonica.

Visitiamo Cejkotova Domacija, una vecchia casa costruita in pietra, ora ristrutturata e trasformata in ristorante a tre piani. Questo luogo è custodito da Davorin e la moglie, originari del posto.

Entriamo nel ristorante.

Davorin ci accompagna in una sala da pranzo che potrebbe essere quella della casa di campagna della nonna, dove ci si riunisce per il pranzo domenicale.

E’ una sensazione di vita domestica molto piacevole. Ci offre un servizio amorevole ed attento.

Ci accompagna in una cantina del 700, illuminata dalle candele, dove ci illustra la storia di quel luogo. Ci invita a fare un brindisi e ad esprimere un desiderio. Mentre usciamo ci chiede di aiutarlo a spegnere tutte quelle candele.

Sono colpita dal fatto che Davorin parli solo la sua lingua e l’inglese: vedo in questo l’amore e il rispetto per la sua terra, ma contemporaneamente il desiderio di renderla universale.

Trovo quest’uomo molto prezioso per l’umanità, generoso custode del passato. Mi sembra di vivere in un presepe.

In quel momento rimpiango di non sapere l’inglese. Commossa chiedo ad Erica di ringraziarlo da parte mia per quello che fa.

Penso con rammarico a me stessa. Tanto ormai …a cosa mi serve sapere l’inglese ?

Raggiungiamo Majerija, un casale della Valle di Vipava , nascosto tra vigneti e frutteti, dove dormiremo per due giorni e faremo una lezione di cucina.

Scendo dall’auto.

Nata e cresciuta in un luogo come questo, poso gli occhi del ricordo sulle vigne, sul rosmarino, sulle erbe aromatiche, sulla ghiaia….si animano di potature, vendemmie, raccolti, terreni arati, profumo di mosto. Di persone care che non ci sono più, di silenzio….ma tanto ormai.

Riceviamo un’accoglienza serena e garbata. Ammiro la sobrietà e l’essenzialità di quelle stanze, l’atmosfera tranquilla e silenziosa.

Matej Tomazic, lo schef di questo luogo, ci illustra con dovizia di particolari, le pietanze che ci apprestiamo a preparare.

Ci invita a seguirlo in cucina.

Osserviamo la preparazione del cibo, condividendo momenti di ozio fertile.

Scrutiamo la lenta trasformazione degli ingredienti, che si confondono, creando alleanze di sapori.

Diamo il nostro modesto contributo alla realizzazione dei piatti programmati, in una calda atmosfera di cucina operosa.

La semplicità curata delle pietanze, accompagnate da vini di qualità ci ha trasportato in una dimensione di benessere conviviale, dove il tempo è trascorso rapido e sereno. La cena è riuscita.

23 Marzo

Mi alzo di buon’ora, mi vesto; penso al programma di questa giornata : ma tu guarda dove mi sono cacciata … con la bicicletta elettrica oggi conosceremo “Gli angoli magici del Carso Sloveno”.

Il “mio massimo” è una normale bicicletta che mi accompagna in lente passeggiate in pianura.

Mi aspettano 35Km…. Che sulla carta ed in pianura non sono tanti, ma qui…

Erica con il suo travolgente(ma non per me in questo momento) entusiasmo, ci accompagna a Stanjel al Bar Zoro dove ci accolgono due simpatiche guide, che con vitalità e chiarezza sanno introdurci all’uso delle biciclette: mi sembra di potercela fare.

Partiamo per questa “pedalata” da San Daniele del Carso attraverso la landa carsica passando da Pkiskoviza e finendo a Tomaj dove pranzeremo da Skerly, poi nel pomeriggio andremo nel bosco di Tomay .

In questa escursione ci accompagna Sasa , una giovane guida attenta e premurosa. Facciamo diverse tappe durante le quali ci illustra il territorio con amichevole, divertente familiarità. Ne traspare nei modi la rasserenante autentica semplicità.

La landa carsica è una prateria di erbe di vario genere che sono in grado di vivere su un territorio molto povero e molto arido con fioriture inconsuete, a me sconosciute e per questo magiche…un luogo brulicante di vita coraggiosa, alimentata dal soffio costante del vento. Un paesaggio semplice, umile. Assaporo il vento sulla pelle, gli odori della vegetazione, della terra. Un territorio semplice, vero , che ti abbraccia per fermare il tempo e parlare di eternità.

Pranziamo da Skerly, all’aperto: ore piacevoli, che profumano di gita domenicale. Osservo i bambini: come sono belli qui i bambini, hanno guance rosse e paffute.

Fin qui ci sono arrivata, non so se sarò capace di andare oltre.

Chiedo ad Andrea – Ma quanto è lontano questo bosco?

Entro nel bosco .

Sentieri segnati dal tempo, fronde di alberi che si incrociano, cespugli che si abbracciano, piccole grandi vegetazioni che cantano la loro canzone. Luce che filtra discreta per esaltare le ombre. Un piccolo laghetto dove si specchia un lembo di cielo.

Bosco, custode dei segreti pensieri di quanti lo hanno attraversato alla ricerca di quiete.

Raccogliamo del materiale vegetale per la creazione delle ghirlande. L’offerta è generosa, ma scelgo solo qualche ramo di edera e poche pigne.

Sento il mio respiro pesante, il corpo eccessivamente affaticato. Mi pento della mia trascuratezza, della mia sedentarietà…ma tanto ormai.

All’ inizio del nostro percorso, Erica ci aveva informato che, nel caso qualcuno di noi lo avesse trovato troppo faticoso, Andrea ci avrebbe riaccomopagnato in auto. Da quel momento, dopo un respiro di sollievo, lo considero una presenza rassicurante, quasi “un salvatore”, colui che arriva dal nulla per salvarti da Erica!

Non sono la sola a decidere di non tornare in bicicletta. Andrea ci riaccompagna a Majeria.

Dopo una doccia ristoratrice, assaporo il piacere di sdraiarmi in un letto confortevole ed accogliente.

Faccio qualche considerazione: dall’assenza completa di moto a questo eccesso…spero di essere viva domattina!

24 Marzo

Apro gli occhi, è mattino. Sono VIVA.

In mattinata, dobbiamo fare la ghirlanda. Questa iniziativa non mi entusiasma particolarmente, avrei preferito andare subito al Sentiero della Salvia. Avremmo avuto più tempo per goderne .

Tanto ormai…

Scendo. Consapevole di assaporare per l’ultima volta una confortante tisana alle erbe, sempre “giusta” nel sapore, sempre gradevole, sempre tiepida. Mi chiedo dove potrò trovare qualcosa che le assomigli vagamente nella mia città.

Arriva Erica con il suo consueto entusiasmo, ci invita ad uscire in cortile per preparare la ghirlanda.

In quel momento Matej ci sorprende con un generoso gesto di condivisione facendoci vedere il pane lievitato in attesa di cottura.

  • Il pane – esclamo.

Alla vista di quel pane rivedo con gli occhi del ricordo, zia Anna nella sua cucina, che mentre impasta dice a me adolescente: – Vedi, questo è il valore delle buone cose fatte con le proprie mani. Il pane è il risultato di un dono celeste (il grano) e dell’ingegno dell’uomo che plasma e trasforma la farina con l’acqua e il lievito; il pane è Creazione, il pane è Vita, che si compie nel miracolo della lievitazione -.

Cara dolce zia Anna, nessun dolore, nessuna privazione ha mai spento in te quella “religiosa attenzione” che avevi indistintamente per le cose ed ogni forma di vita .

La vista di quel pane risveglia in me questo ricordo, ma sono consapevole del fatto che dalla fretta del momento, non viene dato a quel gesto l’attenzione che merita. Mi dispiace.

Andiamo in cortile. Erica ci spiega la tecnica per fare una ghirlanda con il materiale raccolto nel bosco. Tutti la applicano con dovizia, ottenendo ottimi risultati, tranne me.

Scelgo un tralcio di vite, lo avvolgo con un ramo di edera ed aggiungo poche pigne. Sono in pace con me stessa e con il mondo intero. Ho finito.

La farò a casa una ghirlanda applicando le regole apprese oggi.

Raggiungiamo la Costa del Carso Triestino per fare due passi su uno dei sentieri più panoramici esistenti. Si tratta di un sentiero da cui si ha un’ottima vista sul golfo di Trieste. Questo percorso è chiamato Sentiero della Salvia . Lungo il sentiero osservo piante caratteristiche della boscaglia carsica e diverse erbacee aromatiche come la salvia, il timo, e la santoreggia, che profumano l’aria con i loro oli essenziali.

Mentre camminiamo, parliamo. Andrea, ad un certo punto dice – Non è mai troppo tardi per cambiare- .

Mi giro, lo osservo. L’ha detto con serena convinzione, l’ha detto al vento, camminando, con gli occhi limpidi di chi dice qualcosa che conosce.

Devo lasciare anticipatamente questi compagni di viaggio per andare in stazione. Mi dispiace. Ci salutiamo calorosamente. Mi allontano da quel sentiero rattristata di non averlo attraversato in tutta la sua magnificenza.

Mentre sono seduta in treno accade una cosa simpatica. Alcuni di noi sono già arrivati a casa e tramite WhatsApp salutano mandando una foto della loro ghirlanda appesa alla porta di casa o al balcone. Istintivamente fotografo la mia e scrivo : – Profumo di Carso Sloveno che viaggia verso Ferrara. Alcune ore dopo arrivata a casa, invio la foto della mia ghirlanda appesa alla porta e scrivo : – Sono arrivata a destinazione. Grazie a tutti per il meraviglioso weekend!

Passano i giorni. Prendo l’abitudine di fare una camminata , se non ogni giorno, quasi. Ritorno a frequentare la mia vecchia palestra. Uso meno l’automobile e più spesso la bicicletta, la zona in cui vivo me lo consente. Frequento un corso di inglese.

Un giorno, ricordo di aver visto tra le mani di Erica un libro pieno di post-it colorati e di averle chiesto di cosa si trattasse. Era “Il gelso dei Fabiani” un secolo di pace sul carso, di Renato Ferrari. Un libro pubblicato nel 1975 che narra una saga familiare ambientata fra il Carso e Trieste.

Posso non leggerlo? Nel cercarlo scopro che non è più acquistabile. Mi rivolgo alla biblioteca della città ma ne è sprovvista , ne esiste un’unica copia nella biblioteca di Cento. Aspetto 15 giorni per averlo.

Leggo con piacere questo libro dallo stile inconfondibile. Mi sorprende il riuscito intreccio tra narrazione storica e vita domestica. Ricco di coinvolgenti, non comuni descrizioni di luoghi, persone ed emozioni.

E’ la serena conclusione di questo viaggio….così credevo.

Alcuni giorni dopo, ricordo di avere nella mia biblioteca un bellissimo libro, della scrittrice Pearl S.Buck, (premio Nobel per la letteratura nel 1938) : La Buona Terra, ambientato in Cina, nella cui narrazione traspare il significato materiale e spirituale della terra . Lo rileggo.

Camminando, ricordo di avere un libro curioso. Un saggio dal titolo : Camminare una rivoluzione di Adriano Labbucci.

Non è un manuale sul camminare, parla del camminare come pensiero, come filosofia. Lo rileggo. Ne riporto alcune righe:

– La leggerezza del camminare: ridurre all’essenziale; essere umili per accogliere il mondo che ci viene incontro; e fare il vuoto dentro di noi così da stupirci e meravigliarci ancora –

Mentre lo ripongo, vedo un altro libro curioso acquistato tanti anni prima: La cucina del buongusto di Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario Lazzati.

– La consapevolezza di quello che si cucina, del perché lo si cucina e per chi, dà godimento : dalla scelta degli ingredienti alla preparazione della tavola, dall’abbinamento delle portate e all’accompagnamento dei vini. Cucinare ci fa sentire umani – lo rileggo.

Per ultimo un libro acquistato alla stazione di Monfalcone, prima del mio ritorno: Il racconto del Carso. Un libro scritto per la scuola, che parla dell’aspetto scientifico, storico e letterario del Carso.

Mentre ripongo questi libri, non posso fare a meno di pensare che nella vita nulla è affidato al caso, quello che ti serve ti viene incontro, che le emozioni hanno radici lontane.

Alcuni di loro sono finiti nelle mie mani per caso, mani di chi talvolta sente il richiamo dell’invisibile dietro il visibile. Libri non cercati , ma che mi hanno scelta.

Mi rendo conto che questo fine settimana “caduto dal cielo”, con un programma nel quale non mi riconoscevo, ha messo ordine nella mia vita.

Oggi l’età non conta. Ci sono giorni in cui ho 20 anni, giorni in cui ne ho 40, giorni in cui ne ho 80, esattamente quelli che mi sento; il giorno che preferisco è oggi, il presente e proprio per questo non è tardi per cambiare e per fare qualcosa di nuovo; le stagioni hanno tutte una loro ragione di essere e una loro magia; la primavera prepara l’autunno, la stagione della raccolta, dei frutti.

Sono nel mio orto giardino intenta a porre rimedio a molte settimane di pioggia (gli unici tre giorni di sole se li è veramente accaparrati Erica per il suo weekend Inno alla Primavera).

Nell’operosità del momento rubo al cielo un’intenzione: adesso mi metto in contatto con Erica e le dico di tenermi un posto in uno dei suoi prossimi viaggi, non voglio sapere dove, né il programma se non qualche settimana prima della partenza.

Mi metto in contatto, mi risponde divertita:- Vedrai che troverai qualcosa che ti aggrada-.

Durante un successivo scambio di idee mi risponde:- …allora ti porto in Inghilterra-.

Vada per l’Inghilterra…perché non importa dove andiamo, quello che conta è il viaggio, camminare verso con occhi nuovi.

P.S. Chissà, forse nella mia biblioteca c’è qualche altro libro in attesa di essere riletto…

Grazie.

24-27 settembre 2019 Sissinghurst e le fioriture autunnali

Un viaggio di fine estate all scoperta delle copiose fioriture di Dalie, Salvie, Helenium, Rose, Sanguisorbe, Graminacee, Persicarie, Astri, Rudbeckie ed il fogliame interessante di giardini del calibro di Great Dixter il cui padre creatore Christopher Lloyd fu uno dei più grandi sostenitori del Foliage Gardening. Non potranno mancare Great Comp e la sua vastissima collezione di salvie, il ‘piccolo’ Merriments, un vivaio specializzato in perenni con giardino espositivo superlativo per quantità di piante, qualità e armonia di impianto (opera di un capo giardiniere donna); Vedremo la perfezione chiamata Dalia a Pashley Manor e la famosa casa Castello di Vita Sackville West – Sissinghurst.

24-27 settembre

24 settembre
Ore 9,30 ritrovo aeroporto Londra Gatwick e partenza in pulmino privato.

Ore 13 Visita al giardino di Nymans, meraviglioso parco con bellissimi lavori di topiaria, bordure miste dai mille colori, ed giardino formale attorno alle rovine della vecchia chiesa.

Ore 17.30 sistemazione al favoloso Elvey Farm, la fattoria del 1600 gestita dalla nostra amica Italiana Mariantonietta e la sua accogliente famiglia, dove alloggeremo per le tre notti.

25 settembre

ore 10 visita al giardino privato di Hole Park, con le sue stanze ed il suo bosco ricco di varietà botaniche d’eccellenza.
Ore 14.30 visita al Castello di Sissinghurst – il giardino creato da Vita Sackville West, nota giardiniera e scrittrice, che ha profondamente influenzato il modo di fare giardini nel 20° secolo. Famoso per la divisione in stanze e per la stanza bianca!

ore 18.00 rientro al BB e cena

26 settembre

ore 10 Visita a Pashley Manor, un bellissimo giardino con ampie collezioni di dalie e spettacolari sculture.
ore 14.30 Visita a Great Dixter – opera del famoso scrittore e giardiniere Christopher Lloyd – perfetto Cottage garden pieno di colori e libertà.

27 settembre

ore 10 visita al giardino espositivo del vivaio d’eccellenza Merriments con le sue mille combinazioni interessanti.
ore 11.30 partenza per Great Comp, bellissimo giardino con la più grande collezione di salvie, astri e dalie.

ore 16.30 partenza per aeroporto di Gatwick

Costo € 1050 in stanza doppia, € 120 supplemento doppia ad uso singolo. Quota contante GBP 50.

Il costo comprende sistemazione in BB in stanza con bagno privato, colazione e cena, entrate ai giardini, il pulmino, l’accompagnatrice bilingue.

DATI BANCARI PER BONIFICO
Intestatario: ERICA VACCARI d.o.o
Indirizzo dell’Intestatario: Kraska Ulica 2 , 6210 Sezana
Banca: Banka Koper d.d., Pristaniška ulica 14, 6502 Koper – Slovenija
Codice Bic/Swift: BAKOSI2X (se la vostra banca lo richiede, aggiungete il numero di ‘x’ necessario)
IBAN: SI56101000051453257

Il saldo da effettuare entro 4 settimane dalla partenza. La quota contante di 50 sterline è da consegnare in contanti il primo giorno di viaggio.

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28-30 giugno 2019 – Gertrude Jekyll e la vecchia Inghilterra weekend

Dopo tanti anni di incubazione, è finalmente pronto uno dei più bei viaggi nella vecchia Inghilterra, quella dei grandi manieri e dei piccoli giardini privati – soprattutto quelli fatti da Gertrude Jekyll – la donna che cambiò per sempre il modo di concepire il giardino inglese. Lei, la donna che applicò le tecniche pittoriche alla bordura mista, la sostenitrice dei colori pastello, insomma – un’icona del gardening inglese. 

giorno 1. Ritrovo aeroporto di Gatwick alle ore 10,30. Partiremo subito per andare a Midhurst, sistemeremo le borse e faremo una panoramica passeggiata lungo il fiume fino alla deliziosa proprietà di Woolbeding – casa della famiglia Sainsbury (si – quelli dei supermercati). Qui saremo deliziati dalle stanze di questo giardino molto amato e sapientemente progettato, nonché della bella architettura. Dopo un buon pranzo alla caffetteria del Giardino, torneremo verso Midhurst, ammirando le antiche case del villaggio che raccontano un millennio di storia. Dormiremo all’ Angel Inn.

Giorno 2. Oggi passeggeremo nel vicino parco di Petworth, famoso per essere stato progettato da capability Brown, per i suoi cervi bianchi e per il bellissimo pleasure garden che circonda la casa, anch’essa interessante per la collezione di bei dipinti. Dopo pranzo avremo l’opportunità di passeggiare nel villaggio di Petworth, godere dei bellissimi negozi di antiquariato ed altro. nel pomeriggio andremo alla bellissima Parham House and Gardens.

Giorno 3. Stamattina far visita alla realtà del nostro amico Anthony Paul, un paesaggista visionario e raffinato che con la moglie, Hannah, hanno creato un parco/galleria di scultura nascosto in un bosco millenario. Partenza per voli di rientro

Costo del viaggio € 690 in stanza condivisa (solo camere matrimoniali) e 790 in stanza uso singolo. Include 2 notti in Hotel Angel con colazione e cena, tutte le visite a giardini privati, guida bilingue, pulmino privato. Fino al 10 maggio è in regalo il volo andata e ritorno EASYJET DA VENEZIA

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Colori autunnali del Lake District 12-15 settembre

Il Lake District è un parco protetto che comprende 21 tra laghi e riserve d’acqua e si trova subito a sud ovest della Scozia, difronte a Belfast e l’Isola di Mann. E’ un luogo pieno di fascino per gli inglesi per un motivo principale e cioè contiene al suo interno le uniche montagne delle Isole Britanniche. Paradiso per i camminatori (tutti gli inglesi sono nel cuore navigatori e camminatori).

Qui sotto trovate il programma di viaggio e qui il racconto el mio viaggio esplorativo del 2018

Giorno 1

Ritrovo aeroporto ore 14 di Manchester e trasferimento a Bowness on Windermere, la nostra base per i prossimi 3 giorni. Passeggiata lungo il lago, cena al pub.

Giorno 2

La giornata inizia con la conquista della vetta di una delle montagne inglesi… fa sorridere perchè in realtà le loro montagne sono poco più di colline per noi. Comunque andremo a passeggiare per godere dei più bei panorami con una passeggiata semplice di circa 2 -3 ore. Finiremo con un pranzo al pub. 

Continueremo la giornata sulle tracce di William Wordsworth, poeta inglese di fine ‘700 nato e vissuto qui nel Lake District e che ha immortalato nelle sue poesie la bellezza naturale della sua patria e ha celebrato il rapporto tra uomo e natura, incoraggiando l’umanità a prendersi sempre spazio e tempo per apprezzare la bellezza del mondo naturale. Da Grasmere verso Rydal ripercorreremo le sue tappe immaginando una passeggiata insieme a lui nella contemplazione della sua campagna, che credo sia rimasta esattamente come la amava lui. Rientrando visiteremo il bellissimo giardino di Holehird.

Holehird Garden è un giardino abbastanza esteso, principalmente di acidofile, posto sul lato di una collina e gestito interamente dalla Lakeland Horticultural Society, all’interno del parco di una casa di riposo per anziani. Bellissimo il giardino di ortensie, la collezione di astilbe ormai non più fiorita, la collezione di Ericacee, le bordure di graminacee e perenni e coloratissimo il Walled garden con piante non acidofile, meno rustiche che trovano all’interno del recinto un clima più favorevole.

Finiremo la giornata al pub per cena.

Giorno 3

Oggi ci spostiamo nella zona di Cartmel, famoso per la sua antica abbazia. Grazie alla vicinanza al mare, il clima più mite è perfetto per giardini favolosi. Qui visiteremo infatti Holker Hall, casa di Lord and Lady Cavendish, che aprono al pubblico il palazzo, tuttora abitato dalla figlia Lucy col marito Tor, ed il meraviglioso giardino incastonato tra le colline, il mare ed i laghi.

Dopo un ottimo pranzo nel ristorante della proprietà andremo finalmente a visitare il bellissimo e famosissimo giardino dalla topiaria bizzarra Levens Hall. Levens Hall è una dimora del 1350 mantenuta in splendido stato e visitabile anche all’interno. Il giardino, le cui origini risalgono al 1690, mantengono ancora alcune delle caratteristiche originali. Ci aspettano comunque diversi ettari da esplorare con diverse tipologie di impianti.

Giorno 4

Stamattina visiteremo un piccolo giardino privato prima di tornare a Manchester per i voli di rientro.

Costo del viaggio € 930 in stanza matrimoniale/doppia (pochissime doppie) ed € 1080 in stanza ad uso singolo.

Il costo include 3 notti in B&B, 3 cene, tutte le visiste ed attività menzionate sul programma, pulmino e guida Viaggi Floreali per l’intera durata del viaggio.

Per prenotazioni entro il 10 maggio, il volo da Bergamo è incluso, con due bagagli a mano.

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Cornovaglia 25-30 agosto 2019

5 giorni di viaggio lento alla scoperta della bellezza selvaggia, le leggendarie coste, gli affascinanti villaggi di pescatori e la delicatezza dei fiori spontanei di questa terra unica. Speciale attenzione ai giardini con fioriture spettacolari di piante Sudafricane e Neozelandesi, nonché giardini più classici con bordure fiorite molto British. Un viaggio tra la costa e l’interno, alla scoperta dei suoi giardini unici e dalla grande varietà. 

25 Agosto ritrovo in aeroporto di Bristol ore 19 e partenza per la Brughiera di Dartmoor dove alloggeremo immersi nella natura all bellissimo Prince Hall B&B. Cena, notte.

26 Agosto: dopo colazione andremo a passeggiare nella Brughiera, alla scoperta della sua natura incontaminata. Partiremo quindi per andare a Buckland Monachorum, un antichissimo borgo non lontano, che ospita uno dei giardini più interessanti di tutta Inghilterra -The Garden House. Finiremo la giornata spostandoci alla nostra prossima base: Tredudwell Manor, vicino Fowey. cena e notte.

27 agosto: dopo colazione andremo a passeggiare nel favoloso parco antico di Lanhydrock, una tenuta nobiliare di cui si visita l’interno, e che in questa stagione offre una delle più belle collezioni di Ortensie del paese, un mare di astilbe, bordure di perenni di grande pregio e le indimenticabili cucine del maniero che ricordano recenti serie televisive. Rientro Cena e Notte.

28 agosto dopo colazione prenderemo il traghetto per attraversare il fiume Fowey e andremo a passeggiare sulla costa a Gribbin Head, dopo aver preso il pranzo al sacco nella bellissima Fowey. Prima di rientrare faremo visita ai nostri amici a Hidden Valley gardens – un’oasi nascostissima di perenni di ogni sorta. Rientro, Cena e Notte.

29 agosto dopo colazione andremo a passeggiare nel favoloso parco di Endsleigh disegnato da Humphrey Repton. Rientrando ci fermeremo dai nostri amici Kenneth e Carol, nel loro bellissimo giardino panoramico. Rientro, Cena e Notte.

30 agosto dopo colazione andremo a passeggiare sulla costa nord, a San Agnes. Dalle alte scogliere ventose vedremo le spiagge color turchese accessibili solo ai surfer. Partiremo per raggiungere l’aeroporto di Bristol per il volo di rientro.

Costo del viaggio €1500 euro in stanza doppia, € 1700 in stanza singola. Quota contante GBP 150 a testa. Il costo include 5 notti in B&B di alta qualità, 5 cene, entrate ai giardini menzionati, escursioni guidate, pulmino per tutta la durata della vacanza, accompagnatore Viaggi Floreali bilingue, assicurazione di annullamento viaggio. Per chi prenota e paga la caparra del 50% entro il 10 maggio, in regalo il volo da Bergamo con bagaglio a mano.

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Cotswolds, natura, giardini e pub 15-21 agosto

Un viaggio lentissimo di fine estate tra i paesini antichi delle Cotswolds, i suoi pub storici, i parchi ed alcuni bellissimi giardini.

Tra i più importanti visiteremo Hidcote Manor, opera visionaria di un dilettante Laurence Johnston iniziata nel 1907 e poi divenuta il più bell’esempio di Arts and Crafts garden della zona; Kiftsgate Court, da cui origina la rosa Kiftsgate, Rousham Place – primo giardino inglese ad utilizzare l’effetto A-HA su progetto dei primi del ‘700 del paesaggista William Kent e uno dei più bei giardini al mondo secondo Monty Don, autore de ‘Il giro del mondo in 80 giardini’.

Alloggiando nel cuore delle Cotswolds, dopo una deliziosa e nutriente English Breakfast, ogni giorno partiremo dal B&B per visitare una varietà di giardini famosi e meno conosciuti. Oltre a visitare giardini, andremo alla scoperta dei villaggi dalla caratteristica bellezza, dove saremo liberi di esplorare i mercati locali, chiese, atelier di artisti locali, i musei e, perchè no, i Pub storici. La sera potremo gustare le infinite proposte culinarie della zona, scegliendo tra Pub e ristoranti di provata qualità.

giorno 1: ritrovo all’aeroporto di Londra Stansted alle ore 11,30 e partenza per Blenheim Palace, casa natale di Winston Churchill e grande opera paesaggistica di Capability Brown. Dopo aver visitato il parco, i giardini ed il palazzo, andremo all’antico pub di Great Tew. A fine giornata ci dirigeremo al nostro B&B nelle Cotswolds, a Broadway. Passeggiata serale per andare a cena.

Giorno 2: Stamattina andremo a visitare il già vincitore del Christie’s Garden of the Year award ‘Bourton House Gardens’,  una delizia per gli appassionati di perenni. Godremo della quantità e varietà di piante rare e perfettamente curate da Paul, il capo giardiniere simpatico e disponibile che ci guiderà in questa visita da favola. Pranzeremo nella vicina Moreton. Nel pomeriggio faremo una lunga passeggiata panoramica nei dintorni di Broadway per vivere veramente la campagna come fanno gli inglesi. Ritorno al B&B. Cena al ristorante indiano. La cucina indiana fa parte della cultura inglese quanto il te con i biscotti. A Broadway c’è uno dei migliori ristoranti indiani della zona. proveremo una selezione di piatti prelibati.

Giorno 3: dopo colazione ci sposteremo verso Ovest fermandoci a visitare il più inglese dei giardini, Rousham Park. primo giardino inglese ad utilizzare l’effetto A-HA su progetto dei primi del ‘700 del paesaggista William Kent e uno dei più bei giardini al mondo secondo Monty Don, autore de ‘Il giro del mondo in 80 giardini’. Pomeriggio libero a Broadway per shopping e passeggiata in campagna.

Giorno 4: Oggi continueremo il nostro viaggio a piedi nella storia delle Cotswolds con una facile passeggiata tra Lower ed Upper Slaughter, due villaggi sospesi nel tempo dove mangeremo un romantico pranzo.
Nel tardo pomeriggio andremo invece a Stratford upon Avon a passeggiare nell’antica cittadina.

Giorno 5: oggi visiteremo i due gioielli delle Cotswolds. Al mattino andremo a Hidcote Manor, opera visionaria di un dilettante Laurence Johnston iniziata nel 1907 e poi divenuta il più bell’esempio di Arts and Crafts garden della zona;

Giorno 6: Stamattina faremo una passeggiata al vicino villaggio di Stanton, con pranzo al pub. Nel pomeriggio andremo a visitare nel pomeriggio il giardino di Kiftsgate, un giardino tutto al femminile.

 Giorno 7: viaggeremo nel tempo verso la contemporaneità del giardino facendo visita a Broughton Grange un grande giardino di graminacee ed erbacee perenni ideato da Tom Stuart Smith e mantenuto da un gruppo di bravissimi giardinieri. Alle 14 ci sposteremo verso l’Aeroporto di Stansted.

COSTO del viaggio 1780 in camera doppia /matrimoniale, supplemento singola € 150. Quota contante GBP 100.

Il costo comprende 5 cene, guida Viaggi Floreali per la durata del viaggio, pulmino privato per tutta la durata del viaggio, tutte le entrate e visite menzionate, B&B a 4 stelle.

il costo NON comprende: il volo A/R, le bevande a cena, assicurazione di cancellazione.

Il Programma può subire alcune variazione in termini di ordine delle giornate, ma i luoghi e la qualità viene garantita.