Gita in Slovenia per Il Capitello

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La Slovenia e’ considerata il cuore verde d’Europa. Viaggi Floreali vi propone una Slovenia insolita, fatta dei suoi angoli meno conosciuti come vuole il nostro stile, di lente passeggiate in natura, di incontri speciali nei giardini privati dalla grande varietà botanica, di picnic e cene gourmet, di allegra spensieratezza.

10 ottobre 2020

Opzione A

Ritrovo alle 9 al confine di Trieste Fernetti per attraversare insieme, ognuno con il proprio mezzo, i controlli e partire verso la campagna a est di Ljubljana.
Da qui viaggeremo indietro nel tempo attraversando la valle di Loški Potok, dove con la nostra guida locale andremo a camminare alla scoperta delle antiche tradizioni agricole godendo di paesaggi ormai dimenticati. Dopo un picnic nel bosco raggiungeremo a piedi il bellissimo giardino di Lidia Knaus, un giardino dalla grande raffinatezza e varietà botanica, oltre ai panorami impagabili. Rientrando andremo a far visita ad un amico artista col nome d’arte ‘Ramazzotti’ che crea divertenti e sbalorditive opere d’arte con il ferro vecchio.

Fine giornata alle 17 circa.


Opzione B

Ritrovo alle 9 al confine di Trieste Fernetti per attraversare insieme, ognuno con il proprio mezzo, i controlli e partire verso le colline dietro Ljubjana dove andremo a far visita a Miha Suliman nel suo eremo vicino Grosuplje. Vivaio d’eccellenza di piante da ombra e non solo, il suo paradiso in collina è tra i luoghi più affascinanti di Slovenia. Lui è un vero poeta della botanica. Ci fermeremo a pranzo con lui (picnic in autonomia) e avremo modo di imparare tantissimo. A seguire andremo a Šetvid pri Stični, dove si trova un antichissimo Monastero cistercense ancora attivo, dove preparano le tisane con le antiche ricette. Da qui faremo visita al giardino del caro amico Tomaž Vesel, una galleria d’arte a cielo aperto, fatta di angoli fotogenici e vivibili, come tante quinte di teatro.

Fine giornata verso le 17 e rientro.

Il costo della giornata fino a 12 persone:

opzione A e’ di euro 55 a testa incluso il picnic,

opzione B euro 45 a testa (picnic non incluso).

Il costo della giornata 13-20 persone:

opzione A e’ di euro 40 a testa incluso il picnic,

opzione B euro 30 a testa (picnic non incluso).

Bressingham – Diario di una volontaria Giorno 4

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E’ venerdì, ultimo giorno della mia prima settimana. Anche oggi arrivo mezz’ora prima e passo a salutare Phil e lo osservo attentamente mentre taglia il bordo di un’aiuola con la mezzaluna – sembra facilissimo. Nella mia carriola ho una mezzaluna che vedrò di rodare quanto prima.

La giornata è caldissima, il sole è quasi insopportabile. Mi dirigo alla zona del futuro giardino giapponese dove mi é stato detto di andare a pulire le Eriche dalle erbacce. Questo signor Jerry, con cui dovrei lavorare oggi, non si fa vedere ma intanto arriva Matt il figlio di mezzo del signor Bloom. Gentilissimo, parliamo di tante cose mentre lavoriamo ai rispettivi compiti. Mi sembra di averlo sempre conosciuto, una sensazione stranissima. Scopro che 6 anni fa ha mollato la sua vita nel Lake District per venir a dare una mano al padre ed al fratello Jason nella gestione dell’azienda di famiglia alla morte improvvisa della madre. Gli chiedo se ha dovuto sradicare la famiglia con bambini e mi dice a malincuore che la compagna non lo ha seguito. Mi si stringe il cuore e non posso fare a meno di pensare a quanti sacrifici si fanno per portare avanti un sogno, un progetto di vita; che tanto più grande è il progetto, e tanto più amore ci sia stato messo, tante più generazioni saranno coinvolte. Poi la vita ti presenta sorprese che non immagini, non sempre belle, non sempre brutte. La profondita’ nella sua voce mi ha fatto intuire che io non ho che visto la punta di questo immenso iceberg che é la storia della famiglia Bloom.

Mi racconta che la pagoda è frutto di un lungo studio nato dopo il viaggio fatto tre anni fa con il padre in Giappone dove sono andati a vedere le Hosta spontanee. Gli era rimasta la voglia di ricreare a Foggy Bottom un angolo di quiete ispirato a quel viaggio, ma reinterpretato personalmente e adattabile alla vita inglese. Si è divertito a progettarla e ora, nei ritagli di tempo la sta costruendo con le sue mani. Percepisco che il processo intero è il suo tempio, la sua meditazione. E’ probabile che non ci andrà mai una volta finito di costruirla.

A pranzo vado a passeggio nel Dell Garden dove lavoreró la prossima settimana. Scelgo ancora un’altra panchina panoramica.

Mi diverto ad osservare la troupe di ‘Great British Gardens’ che filma Carol Klein mentre intervista Jaime il curatore del Dell Garden. La vedo Gardener’s World alla BBC e vederla qui per le riprese mi conferma, se ancora avessi dubbi, che sono proprio dentro questo mondo.

Quando si parla di Bressingham si parla  della storia del vivaismo inglese del XX secolo a opera della famiglia Bloom. Già nel 1926 Alan Bloom, il padre di Adrian, aveva un eccellente vivaio di perenni nel Cambridgeshire. Verso gli anni ’40, grazie all’enorme successo del suo vivaio e del suo marketing, decise di spostarsi a Bressingham dove acquistò 1 km quadrato di terra attorno un maniero. A causa di una terribile gelata ed un’estate di siccità si trovò a dover andare in Canada per proseguire con l’enorme opera vivaistica per qualche anno prima di poter tornare a Bressingham e sviluppare una delle più influenti idee nel giardinaggio moderno: le ‘island beds’ ovvero aiuole indipendenti che permettevano alle piante perenni di crescere al meglio delle loro potenzialità senza bisogno di sostegni. Semplicissima e banale oggi, l’aiuola indipendente fu snobbata e criticata profondamente dai grandi signori del giardinaggio inglese, accaniti conservatori del tradizionale long border e dei colori pastello. a 60 anni di distanza il mondo del giardinaggio contemporaneo segue a grandi linee i concetti da lui introdotti. Un genio! un pioniere!

Quando parlo del Dell garden, mi riferisco al giardino originale creato appunto da Alan Bloom fino agli anni ’70 dove essenzialmente metteva in mostra le sue piante, offriva ispirazione per abbinamenti e si divertiva a stuzzicare la sensibilità dei visitatori con piante dai colori accesi, carichi e dalle forme esotiche.

Il Dell è oggi curato da Jamie Blake, il genero di Adrian Bloom, marito di una delle figlie nate dal secondo matrimonio. Lui si definisce curatore perché ha deciso di mantenere il giardino esattamente come lo aveva ideato e creato suo suocero.

Dopo pranzo torno a Foggy Bottom dove finalmente arriva il famoso Jerry. Mi viene detto di andare insieme a lui a pulire dall’ Epilobium hirsutum una zona non lontana dalla pagoda.

Già che ci sono, avendo visto del convolvolo in mezzo alle Crocosmie (sembrano Lucifer per altezza e colore, ma stanno perfettamente erette) decido di togliere pure quello. Capisco perchè non me lo avesse chiesto il signor Bloom nel giro di due minuti. Per toglierlo, se non fai attenzione, strappi con lui anche le Crocosmie. Meglio lasciar stare.

Quando a fine giornata passa il signor Bloom, gli faccio i complimenti per la crocosmia. Mi dice che è una sua selezione che sta per mettere sul mercato. Commento che è bella come la Lucifer, solo che sta bella dritta invece di sdraiarsi e scherzosamente suggerisco di giocare proprio sul difetto della Lucifer in una eventuale campagna pubblicitaria. Senza scomporsi mi risponde che sebbene la Lucifer abbia quel difetto, si è rivelata nel tempo la miglior Crocosmia in assoluto e non si sentirebbe mai di sminuirla, oltre al fatto che è stata una delle migliori piante selezionate e commercializzate da suo padre Alan Bloom. Che figuraccia … devo stare più attenta a quello che dico.

La giornata finisce velocemente e con grande entusiasmo all’idea di fare una gita esplorativa con Judith domani.

NOTA sulla CROCOSMIA LUCIFER

La Crocosmia Lucifer, di un eccezionale rosso fiammante, produce una vegetazione abbondante e di lunga durata. Fiorisce ininterrottamente da luglio a settembre con bellissimi fiori da recidere che crescono fino ad 1 metro di altezza. É la Crocosmia più diffusa al mondo. Però, ha la tendenza ad aprirsi nel centro dopo qualche anno se non viene tolta, divisa e ripiantati i bulbi abbastanza in profondità.

Così negli anni Adrian e Jaime hanno selezionato altre varietà dal colore altrettanto intenso, ma leggermente più basse e molto compatte. Adrian, che è un burlone, fa sempre giochi di parole che non sai bene come prendere (se li capisci innanzitutto) e mostrandomi la Crocosmia evoluta da Lucifer dice: avrei pensato di chiamarla Lucifer Match e ride aspettando una mia reazione. L’espressione sul mio viso era evidentemente persa. ‘Match… come fiammifero… Lucifer … fuoco… Inferno… ma anche match nel senso di essere uguale.. cioè il colore uguale….’ Finalmente compreso il suo ragionamento, sorrido mentre lui dice che forse non è poi così ovvio a tutti e quindi non il nome ideale.

Bressingham – Diario di una giardiniera volontaria Giorno 3

Diario di viaggio, Senza categoria

Le mie serate sono molto rilassate, cuciniamo io e Judith, alle volte guardiamo una puntata di ‘The Crown’, alle volte leggiamo.

Judith ha iniziato a studiare l’Italiano qualche anno fa, per cui spesso facciamo conversazione nella mia lingua. Quanto ammiro questa donna – a 78 anni vive nel suo cottage da sola dalla morte del marito un anno fa, con la figlia ha una cavalla, cammina i suoi 10 miglia a settimana, continua a studiare l’italiano e viaggia tantissimo. E’ per me una donna di grande ispirazione, un modello sano a cui mirare (parlo come un’adolescente forse – ma credo che lo siamo tutti, a tutte le eta’, se rimaniamo vivi).

Ieri sera sbirciavo nella sua biblioteca per scegliere qualcosa da leggere e mi sono davvero emozionata a trovarvici ‘War in Valdorcia’ di Iris Origo. Non più di una settimana fa ero nel suo giardino al La Foce in occasione del Viaggio Floreale ‘Giardini e Natura della Valdorcia’ – mi aveva molto colpito la storia di questa coppia che ha dato vita ad una azienda agricola ormai abbandonata, nonostante le difficoltà della seconda guerra mondiale, e che anzi, proprio nella tragedia ha saputo creare e nutrire una forte comunità di resistenza umana oltre al bellissimo giardino.

La mattina mi sveglio sempre prestissimo, alle 6 sono già attiva.

Con un caffè fumante di cafetière torno a letto a leggere, e, alzando lo sguardo, mi godo il grande salice che riempie la finestra.

Avendo perfezionato il tragitto per venire al lavoro decido di entrare un’ora prima e stalkerare il giardiniere Phil, fare due chiacchiere ma soprattutto imparare ad usare gli attrezzi, perchè son stufa di portarmi dietro la carriola pesantissima per poi non usare quasi niente di quello che contiene. E così, facendo due chiacchiere mi metto a togliere le erbacce con lui, gli confesso che mi sento un pò sola laggiù e che non sono neanche certa di fare bene il mio lavoro. Con mio grande sollievo scopro che questo è il metodo Bloom: gettarti in mezzo all’oceano e dirti di nuotare – ci sono passati tutti. Ridendo, sollevata, noto che Phil sta togliendo il fastidiosissimo Oxalis nato in mezzo allo Stachys bizantina usando la forca a mano… Illuminazione. Mi son sentita deficiente per mezzo minuto per non averci pensato da sola, ma, consapevole che non mi serve a niente, mollo l’orgoglio, saluto Phil e corro a sterminare l’Oxalis nato in mezzo all’ Ajuga.

Entusiasta e orgogliosa del mio operato accolgo il signor Bloom che sorvola il mio successo e mi porta alla nuova zona di lavoro. Si, togliere il ‘Willow-herb’ ma anche identificare e segnalare con un bastoncino tutti i seedlings (piantine nate da seme) di un ontano dalle foglie dorate nate spontaneamente in mezzo a centinaia di altri seedlings di ontano comune che vanno invece estirpate. Mi sento investita di un compito importante. Il prossimo passo sarà di mettere queste piantine nei vasetti per essere osservate per 6 mesi prima di decidere se metterle sul mercato.

Il signor Bloom oggi è passato più spesso a vedere come procedeva il mio lavoro, abbiamo conversato sulle piante, sugli abbinamenti, i lavori da fare. È stato molto piacevole.

Inizio a capire il suo sistema di gestione di Foggy Bottom, il suo occhio per gli abbinamenti e il processo di creazione delle nuove aiuole. La cosa che più gli interessa è appunto scoprire nuovi cultivar nati spontamente nel suo giardino, osservarli, capire i potenziali genitori e osservare i caratteri nuovi che lo possano distinguere da altre varietà già esistenti. Nella creazione di nuove zone a Foggy Bottom, parte sempre dal concetto di insieme, ovviamente dà importanza alla riuscita della singola aiuola con scelte cromatiche e di volumi, ma sempre pensando allo sguardo che si alza e vuole poter vedere oltre. E’ sempre attento ai ‘corridoi’ visivi che guidano lo sguardo attraverso il giardino, spesso delineati con un’infilata di piante della stessa varietà che attraversa una o più aiuole, così da creare fiumi monocolore che uniscono le diverse zone del giardino e che se viste da diverse angolature offrono spettacoli diversi. Su suo invito, oggi mi son presa delle piccole pause per andare ad osservare le varie aiuole, scattare qualche foto e prendere nota delle piante che mi interessano.

Mi sono imbattuta in un corridoio di Heuchera ‘Prince’ (color porpora scuro) lungo circa 10 metri che attraversava due aiuole, costeggiato da Festuca glauca e Miscanthus sinensis. Correva come una colata lavica in mezzo ad arbusti piu alti dal fogliame di colori diversi, creando uno spettacolo unico. In un’altra zona sono rimasta catturata da una distesa di Imperata cilindrica ‘Rubra’ costeggiata da Verbena bonariensis che correva in mezzo a grandi cespugli di Erica vagans (che ho deciso essere la mia pianta simbolo) e conifere dalle sfumature brillanti potate a cono come il Juniperus squamata ‘Blue Star’. Il gioco di luce dei raggi solari intrappolati nelle punte rosse dell’Imperata e’ ipnotizzante!

La zona dove lavoro oggi è in ombra, caratterizzata principalmente da Hosta e Felci, due generi molto nutriti di varietà che offrono esemplari diversissimi con cui giocare di trame, forme e colori. Un vero piacere stare qui in una giornata calda come oggi.

Verso fine giornata il mio mentore mi porta a vedere una zona chiusa al pubblico dove coltiva mirtilli, rabarbaro ed una selezione di Erica carnea ‘Goldrush’ dorate bellissime. Domani dovrò togliere le erbacce dalle Eriche perché presto saranno trapiantate in una zona nuova del giardino e devono essere pulite. Al loro posto sorgerà il giardino Giapponese.

Gli chiedo cosa fa di buono con tutto quel rabarbaro, e scopro che piaceva tanto alla moglie che ne faceva diversi usi, ricevo la ricetta di una composta da fare al forno con l’offerta di portarne a casa un po’ e provare. A quanto pare la mia preghiera è stata ascoltata e domani lavorerò con Jerry, un signore che viene una volta a settimana, così magari non mi sentirò tanto sola. Aggiunge che ci sarà anche suo figlio Matt, che sta costruendo una pagoda giapponese.

Oggi mi sembra di volare sui pedali rientrando a casa.

Note sul rabarbaro:

Più lo raccogli e più produce, per cui fino ad agosto è opportuno raccogliere con regolarità le sue foglie, che vanno tirate e non tagliate, afferrando la foglia alla base. Dopo la seconda metà di agosto è meglio lasciar riposare la pianta, per assicurarsi un buon raccolto per l’anno successivo.

Cosa fare con il rabarbaro?

Io amo la composta di rabarbaro che per anni ho mangiato a colazione al B&B Windrush House nelle Cotswolds, mescolato allo yogurt, e frutta secca.

La ricetta è semplicissima:

1.tagliare gli steli in pezzetti di 5-10 cm a seconda della quantità e casseruola a disposizione (quando raccolgo il rabarbaro in orto lo pulisco direttamente togliendo la foglia che uso come pacciamatura)

2. zucchero – qui è veramente a discrezione e gusto. Il rabarbaro in sé è abbastanza acido di sapore, ma molto gustoso. Io con il diabete cerco di non abusare dello zucchero, ma confermo che è tanto più buono se più dolce. Quindi su un kg di rabarbaro puoi tranquillamente mettere 200-300 g di zucchero, il succo e la buccia di una arancia grattuggiata finemente e un goccio di liquore, che sia brandy, rum o un passito. Aggiungi una quantità minima di acqua, tanto coprire il fondo della casseruola e dopo averla portata ad ebollizione, falla andare a fuoco medio-basso per 15-20 minuti o fino a quando il rabarbaro sarà cotto del tutto ma non completamente sfatto. Questa composta può essere messa sottovuoto come le marmellate oppure congelata. Il rabarbaro crudo si presta anche ad essere congelato benissimo.

In alternativa, la versione della famiglia Bloom prevede più o meno le stesse quantità ma viene cotto in forno, per 1 ora a 140°C

Bressingham – Diario di una volontaria giorno 1

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Eccitatissima per il primo giorno di lavoro mi sveglio all’alba, faccio gli esercizi per schiena e anche (ho 4 ernie che richiedono molta attenzione e collaborazione), mangio tutte le cose ‘giuste’ (essendo diabetica insulino-dipendente e’ essenziale programmare quello che mangio anche in base all’attività fisica prevista rispettando orari, tempi di assorbimento dell’insulina ecc..) e imposto il GPS per la pedalata che mi porterà da casa di Judith al giardino. Memore della nota di Andrea sulla mezz’ora di strada parto con largo anticipo.

I chilometri pero’ sono di più’, non è proprio tutto pianeggiante, ma soprattutto, c’è un bel vento che mi soffia contro… morale della favola: arrivo tardissimo, sudatissima e imbarazzatissima. Ad accogliermi trovo una manata di uomini intenti ad arginare una mandria di vacche intrufolatesi misteriosamente nel giardino. Nessuno si è accorto del mio ritardo.

Senza troppi preamboli, dicendomi di lasciare la bici e lo zaino sulla siepe vicino alle mucche, Adrian Bloom mi accompagna alla carriola che ha preparato per me, piena di attrezzi, e mi mostra la zona da ripulire dalle erbacce. Io non vedo alcuna erbaccia, ma mi dice di togliere tutto l’Oxalis che cresce tra l’Ajuga e la Festuca glauca: a me sembrano stare tanto bene insieme, questo trifoglio ha lo stesso colore dell’Ajuga e non mi disturba per niente. Mi dice già quali saranno i prossimi compiti, se dovessi finire velocemente. Mi lascia da sola alle prese con l’Oxalis. Non mi faccio troppe domande, anche se forse mi  aspettavo un’accoglienza diversa… una introduzione… due dritte sugli strumenti nella carriola.

Non ricordo di aver mai odiato una pianta, ma questo Oxalis è ora il mio peggior nemico. Si insinua in mezzo a piante fittissime e toglierlo è un lavoro davvero fastidioso. Se poi non hai idea di come fare e non hai idea a cosa servono gli attrezzi nella carriola… il lavoro non finisce più.

Insomma la giornata passa in ginocchio a inveire contro il minuscolo trifoglio, per fortuna mi basta alzare lo sguardo per ricordare il motivo per cui sono qui, ma vi assicuro che le mie ernie me l’hanno ripetutamente chiesto. Arriva ora di pranzo. Io e la mia gamellina (il pranzo me lo porto da casa così so quanti CHO mangio e son certa di fare la giusta dose di insulina) ce ne andiamo a sedere su una panchina che gode di una gran bella vista del giardino. Mangiando osservo i pochi visitatori ammirare increduli le copiosissime fioriture, mi godo gli uccellini cinguettare, le lepri attraversare furtive i sentieri tra una aiuola e l’altra, consapevolissime del rischio che corrono (nei giardini inglesi Peter Rabbit non è un amico.. è causa di innumerevoli danni e non sono esattamente benvenuti), ma soprattutto osservo la rilassata operosità dei miei colleghi, che ancora non conosco, ma che già stimo per come è tenuto il giardino.

Non ho voglia, o meglio la schiena mi implora di non tornare alla lotta impari con l’Oxalis e ricordando che avevo altri compiti da svolgere decido di variare. Sterminare il ‘willow-herb’ ovvero Eplobium hirsutum. Fantastico – viene via molto facilmente è alto circa 30 cm e non devo inginocchiarmi, penso. Ma più ne togli e più ne vedi, e più ti abbassi e più ne trovi, e per prenderli ti tocca strisciare sotto le piante. Ora è il momento di toglierlo tutto essendo fiorito e nel giro di giorni se ne va a seme, diventando davvero infestante.

Arrivano le 15.50 e magicamente si materializza Adrian Bloom a sentire come è andata la giornata, gli chiedo un feedback sul mio operato, soprattutto per l’oxalis. Gli dico che ho fatto una fatica bestia e che soprattutto mi spiaceva distruggere anche l’Ajuga per poter togliere tutto il trifoglio. Lui candidamente dice: riprova, devi togliere fino all’ultima radice. Mi rendo conto che io ho praticamente strappato le foglie lasciando tutte le radici nella terra. E’ talmente piccolo e sottile che a questo punto penso che forse il signor Bloom mi ha voluto mettere alla prova. Se passo la prima giornata indenne, allora mi prenderà sul serio e magari mi darà dei compiti più interessanti ed educativi? Staremo a vedere.

Inforco la mia bici e faccio i 18 km che mi riportano a casa.

NOTA SUI CONIGLI:

I conigli mangiano fino a 500 g di materiale vegetale al giorno, specialmente prato e numerosi generi di piante perenni, per non parlare del grande danno che fanno agli alberelli, di cui mangiano la corteccia quando non trovano altro inizio primavera. Una coniglia può avere fino a 5 cucciolate l’anno con fino a 6 coniglietti per volta. In un giardino come Bressingham, dove la terra e’ sabbiosa, il ‘warren’ ovvero il sistema di tunnel scavati dai conigli che può contenere fino 100 conigli, può crescere enormemente ed apportare seri danni anche alle radici di alberi più grandi. In generale ai conigli si spara di sabato. In genere si mangiano.

Verso un mese di Volontariato a Bressingham Gardens – Norfolk

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7 agosto 2020

Oggi si conclude questo primo assaggio di immersione totale in un giardino inglese, durata un mese, in qualità di giardiniera volontaria.

Per non dimenticare, per incoraggiare chi desidera fare un’esperienza simile, o per chi semplicemente desidera sognare un pochino insieme a me, ho pensato di raccontare la mia esperienza sotto forma di diario con immagini.

Da oggi e per alcune settimane, pubblicherò le singole giornate con foto e racconti, incluse note sulle piante, varie e e eventuali.

Vi aspetto!

Erica Vaccari

15 maggio 2020 

Arriva il giorno dell’incontro con la curatrice dell’Orto Botanico della mia città a cui avevo già telefonato una decina di giorni fa per offrirmi volontaria. Formalissima al telefono, mi da appuntamento per oggi. Io ovviamente non sto più nella pelle, ho solo voglia di mettermi al lavoro – avendo esaurito la terra a mia disposizione a casa, avendo ormai impostato l’orto e la nuova scarpata dietro il garage, avendo tutto il tempo che mi ritrovo a disposizione avendo dovuto cancellare tutti i viaggi del 2020, ma avendo la cassa integrazione grazie al cielo, sento l’esigenza di offrire il mio tempo a qualcosa di più grande, ovviamente con le mani nella terra. Nelle settimane passate ho contattato altre persone che conosco per offrirmi volontaria, ma avendo loro aziende, il volontariato non è possibile per questioni fiscali, problemi a giustificare la presenza di una persona non assunta e non retribuita. Peccato penso… Io prendere subito un volontario capace ad aiutarmi con Viaggi Floreali.

Insomma, armata del mio solito entusiasmo, mi presento puntuale all’incontro al Giardino Botanico, mi annuncio come richiesto, e mi viene detto di attendere 15 minuti. Approfitto per fare una passeggiata e vedere bene di cosa ci possa esser bisogno urgente.

Mi son sempre chiesta per quale motivo lo chiamino botanico perchè a parte una bella serra in ferro, un cedro e dei parterre pieni di Rosa ‘Iceberg’ davanti la serra, non c’è tanto altro. Passeggiando noto che ci sono i cartellini su una serie esigua di alberi e arbusti, due Aceri giapponesi, una Deutzia, un Philadelphus, dei Carpini, alcune rose rampicanti. Mi chiedo come mai non ci siano aiuole fiorite, o aiuole con le piante tipiche del Carso – una delle zone più ricche e variegate in termini di patrimonio genetico. Noto che non ci sono panchine.

Vado a sbirciare sul retro della serra e trovo una aiuola piena zeppa di Iris barbate bellissime, in una zona chiusa al pubblico, completamente infestate dalle erbacce. Adiacente all’aiuola, una bellissima serra con banconi per rinvaso e sistema di irrigazione, completamente abbandonata, usata per parcheggiare il trattorino tagliaerba. Già mi vedo a rimetterla in vita, a propagare piante da seme e talea, a fare un’aiola con le piante autoctone del Carso, a dividere le Iris e creare aiuole fiorite: insomma sono molto entusiasta perchè vedo che forse c’è spazio per me.

Ma ecco che arriva la curatrice che mi lascia subito confusa: è vestita elegantissima, di nero, con i tacchi, con una collana di perle e occhiali firmati. Adesso è vero che l’abito non fa il monaco, ma essendo io abituata a girare tanto per giardini, e anche i Lord e Lady inglesi nel loro giardino si fanno trovare in tenuta da lavoro, la sua mise mi è sembrata completamente incongruente con il ruolo.

La formalità della telefonata persiste e mi accompagna a fare il giro del giardino parlando come se mi stesse guidando in una galleria d’arte o meglio in una gioielleria.

Insomma nell’ora di colloquio itinerante ho capito che si chiama Giardino Botanico per poter avere dei fondi, è bastato mettere i cartellini a quelle 10 piante, non ci sono panchine pur avendo un bel prato, perchè la gente veniva qui e si portava da mangiare e da bere, e noi non vogliamo; non ci sono aiuole fiorite perchè comporterebbe troppo lavoro per i 3 giardinieri e non ci sono fondi per un giardiniere in più, gli alberi sono vecchi e mal messi, ma non li toccano perchè questo è un monumento storico della famiglia che lo ha donato al Comune; non ci sono aiuole con piante spontanee del Carso perchè hanno da poco fatto costruire, e mi porta orgogliosa a vederlo, un nuovissimo centro didattico interattivo di ultima generazione che spiega ai ragazzi delle scuole appunto le piante del Carso ed il fenomeno del Carsismo.

Io ormai ero su tutte le furie. Ero indignata. Ho visto giardini grandi otto volte questo, pieni di fiori, di eccellenze botaniche dalla bellezza incredibile con soli 3 giardinieri. Ma al di là di questo, a che scopo spendere centinaia di migliaia di euro per fare un centro didattico quando basta fare due passi in natura a 1 km da questo giardino?

Il mio disappunto usciva da ogni poro ma capivo anche che questa tipa, evidentemente, era convinta di essere nel giusto ed era molto orgogliosa del suo operato. Che tristezza.

E’ evidente che non avevo più nessunissimo interesse a fare volontariato qui, ma come se non bastasse, mi ha detto che parlerà con i colleghi giardinieri e mi farà sapere se posso andare due orette di sabato, quando non c’è rischio di controlli, e solo se promettevo di non fare storie se mi fossi fatta male o avessi preso una zecca.

Non ci siamo mai più sentite ovviamente.

16 maggio 2020

Penso a dove potrei andare a fare un po’ di volontariato… penso a come poter sfruttare al meglio la mia estate di pausa forzata. Illuminazione! Ho una cara amica che vive nel Suffolk che mi invita sempre a stare da lei. Andiamo molto d’accordo, è una amante del giardino e insieme, quando possibile andiamo a visitare i giardini della sua zona. Ho pensato di chieder a lei se mi potessi fermare per un mesetto per poter fare la volontaria in un giardino che amo tantissimo, non lontano da casa sua.

Lei entusiasta, io di più… chiamo Adrian Bloom di Bressingham Gardens, che avevo incontrato già a gennaio e febbraio 2020 in occasione delle visite ai giardini invernali e mi propongo.

Formale e serafico come sempre, mi chiede di mandare un curriculum con la mia esperienza per capire che lavori mi potrà affidare.

Rimaniamo d’accordo che non appena riaprono i voli e tolgono la quarantena, io vado – Smashing! Dice lui e con un sorriso grande quanto il mio viso, chiudo la telefonata.

19 giugno 2020

Finalmente hanno riaperto le prenotazioni per i voli Trieste -Londra e prenoto il mio. Parto il 13 luglio. Bressingham arrivo!!!!!

12 luglio 2020

Valigia pronta con cesoie nuove, impermeabile da lavoro, pantaloni da muratore – ora tocca pensare alla bici.

Andrea, santo uomo, mi insegna a smontare la bicicletta per poterla mettere nella sua ciclovaligia e a rimontarla per poterla usare una volta giunta a destinazione.

Premetto che dopo aver fatto la preparazione di 6 mesi ed il tour del Triveneto, nel 2018, non ho MAI più usato la bicicletta da strada – non ne potevo più, soprattutto dello stress di pedalare su strade strette, trafficate di camion. Ma in questo caso vado in campagna, zona rurale.. andrà bene.. e poi comunque non ho alternative.

Ho deciso di fare questa esperienza, senza però gravare sull’economia, data la perdita totale del lavoro dell’anno causa Covid-19, mi sembrava inopportuno buttare via soldi per noleggiare una macchina per un mese. In fin dei conti sono solo 15 km dalla casa della mia amica Judith al giardino di Bressingham. Andrea guarda la mappa, mi tira fuori il percorso più diretto, il dislivello sembra minimo – ti serve mezz’ora per arrivarci, dice. Perfetto, penso. Mi rimetterò anche in forma fisica. Riscrivo a Adrian e mi offro di arrivare 1,5 h prima dell’inizio del mio orario di lavoro per aiutare a preparare il giardino per le riprese televisive del programma ‘Best English Gardens’ che si terranno questa settimana.

13 luglio 2020

Si vola!!! oggi finalmente salgo sull’aereo che mi riporta, dopo 5 mesi, nella mia amata Albione. L’aeroporto di Trieste da cui parto è vuoto. Sul nostro volo siamo in trenta al massimo. Tutto fila liscio come non mai. A bordo tutti con le mascherine, file intere di sedili vuoti ma il sistema automatico per l’assegnazione casuale del posto a sedere di Ryanair (mi rifiuto di pagare per scegliere dove sedermi) mi mette vicino ad un’altra persona…. Incredibilmente la hostess, peraltro tiranna, mi offre di spostarmi ad una fila vuota. Hurrà… davvero tutto fila stra liscio.

Atterriamo in orario a Londra, dove per la prima volta non ho fatto la fila ai controlli – era VUOTO.

Ritrovo la mia valigia e ciclovaligia in perfette condizioni e trovo la mia amica Judith ad aspettarmi. Bentornata in Inghilterra!!!

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17-20 settembre Giardini e Natura della Val d’Orcia

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Il Senese e’ un’altra zona dove ho abitato e lavorato, e mi e’ sempre rimasta nel cuore – soprattutto la Val d’Orcia.
Avendola vissuta lentamente a piedi e in bicicletta ha lasciato ricordi di grande serenità legati al suono del grano accarezzato dal vento, i suoi grilli e cicale, le vedute ampissime sui colli dolci secorati da ulivi e vigne e soprattutto la continua mutazione cromatica delle crete al passare delle nuvole. Una terra magica e nutriente per tutti i sensi.
La nostra proposta completa comprende 3 notti a Bagno Vignoni, due giorni pieni e due mezze giornate di passeggiate e visite, ma le giornate sono modulari e siete i benvenuti anche solo per una o alcune delle giornate. Siete i benvenuti a venire con la vostra macchina o saltare sul pulmino come ai vecchi tempi. Ormai le restrizioni sono state allentate e lascio a voi la libertà di scegliere.

17-20 settembre 2020

Giorno 1: Ritrovo a Montepulciano per la visita guidata del meraviglioso Parco di Villa Trecci con il suo creatore Adelmo Barlesi e la moglie Cinzia a cui il giardino e dedicato. Scopriremo l’ingegno con cui si recupera ogni goccia d’acqua attraverso vasche, fontane e laghetti, preziosissima qui nell’arida e drenante Val d’Orcia, con un risultato assolutamente spettacolare in paesaggismo, piantumazione e panorami. Un vero giardino contemporaneo d’eccellenza. Finiremo la giornata con una cena gourmet alla Porta di Bacco a Montepulciano.

Giorno 2: Oggi andremo a passeggiare tra le vigne fino a raggiungere la bellissima San Quirico in compagnia di Sara Testi una cara amica e guida localissima che condividera’ con noi i suoi ricordi delle antiche tradizioni contadine con pranzo al sacco. Circa 12 km, tra gentili salite e discese panoramiche. Possibilità di accorciare la camminata. Al rientro relax alle terme libere di Bagno Vignoni. Cena libera in borgo.

Giorno 3: Oggi faremo un’esperienza davvero speciale dalle nuove amiche di Puscina Flowers: coltivatrici di fiori biologici nell’azienda di famiglia che hanno rilevato e trasformato. Puscina Flowers e’ una realta’ unica in Italia, una fattoria dove si producono fiori da reciso in modo biologico e sostenibile, situata sulle dolci colline panoramiche della Valdorcia. Passeremo la mattinata a scoprire questo mondo unico per poi fermarci a gustare un pranzo panoramico e bucolico  a base di prodotti a km zero. Dopo pranzo faremo una laboratorio (opzionale) di composizione floreale in vaso con i fiori appena raccolti, che porterete a casa con voi. Al rientro a Bagno Vignoni andremo a rilassarci alle Terme. Cena in paese. Chi non desidera fare il laboratorio, può fare un’escursione di mezza giornata con la nostra Sara Testi alla scoperta di altre bellezze naturali in zona.

Giorno 4: Oggi andremo a visitare il giardino di Villa la Foce, elegante disegno che unisce il rigore geometrico del giardino formale, disegnato con gusto dall’architetto inglese Cecil Pinsent, alla morbidezza del paesaggio circostante. Verremo a conoscenza della affascinante storia di questa tenuta e dei suoi proprietari. Ma prima andremo a fare due passi alla fotografatissima Cappella della Madonna di Vitaleta.

Saremo liberi di rimanere a pranzo al loro famoso ristorante ‘del dopo lavoro’ oppure salutarci prima per fare rientro a casa.

Promozione fino al 31 luglio Euro 680 a persona in camera doppia/matrimoniale include 3 notti al Loggiato di Bagno Vignoni, tutte le entrate e visite menzionate, laboratorio o escursione del sabato, due cene ed un pranzo a Puscina. Supplemento singola Euro 120; Dal 1 agosto il costo sale a 780 euro a testa in camera doppia.

Val d’Orcia tra giardini e natura

laboratorio floreale, Programma di viaggio, Senza categoria

Il Senese e’ un’altra zona dove ho abitato e lavorato, e mi e’ sempre rimasta nel cuore – soprattutto la Val d’Orcia.
Avendola vissuta lentamente a piedi e in bicicletta ha lasciato ricordi di grande serenità legati al suono del grano accarezzato dal vento, i suoi grilli e cicale, le vedute ampissime sui colli dolci secorati da ulivi e vigne e soprattutto la continua mutazione cromatica delle crete al passare delle nuvole. Una terra magica e nutriente per tutti i sensi.
La nostra proposta completa comprende 3 notti a Bagno Vignoni, due giorni pieni e due mezze giornate di passeggiate e visite, ma le giornate sono modulari e siete i benvenuti anche solo per una o alcune delle giornate.

Date proposte 2-5 luglio 2020.

Giorno 1: Ritrovo a Bagno Vignoni alle 16. Sistemazione in B&B Il Loggiato e a seguire faremo una passeggiata conoscitiva dell’affascinante borgo immergeremo i piedi nelle sue acque termali per iniziare a rilassarci davvero. Ceneremo a base di prodotti tipici cucinati per noi dalle nostre ospiti.

Giorno 2: Oggi andremo a passeggiare tra le vigne fino a raggiungere la bellissima San Qurico in compagnia di una guida localissima che condividera’ con noi i suoi ricordi delle antiche tradizioni contadine. Dopo un pranzo al sacco ci dirigeremo a Montepulciano per visitare il giardino mediterraneo di nuovissima concezione a Villa Trecci. Proseguiremo con una passeggiata in paese e Non manchera’ una visita con degustazione ad una delle migliori aziende di Montepulciano. Cena libera.

Giorno 3: Oggi faremo un’esperienza davvero speciale dalle nuove amiche di Puscina Flowers: coltivatrici di fiori biologici nell’azienda di famiglia che hanno rilevato e trasformato. Puscina Flowers e’ una realta’ unica in Italia, una fattoria moderna dove si producono fiori da reciso in modo biologico e sostenibile, situata sulle dolci colline panoramiche della Valdorcia. Passeremo la mattinata a scoprire questo mondo unico per poi fermarci a gustare un light pranzo panoramico e bucolico. (Per chi lo volesse, dopo pranzo c’e’ la possibilita’ di fermarsi e fare una laboratorio di composizione floreale con i fiori appena raccolti).

Dopo pranzo andremo a fare due passi nella vicina e splendida Pienza, la citta’ rinascimentale per eccellenza, voluta e fatta costruire da papa Piccolomini, originario proprio di questa zona. Famosa per le sue viuzze romantiche e per il suo pecorino, a Pienza ci si torna sempre volentieri. Proseguiremo per Monticchiello, prezioso Borgo medievale dalla bellezza unica percorrendo le iconiche strade cipressate. Rientro e cena a Bagno Vignoni.

Giorno 4: Oggi andremo a visitare il giardino di Villa la Foce, elegante disegno che unisce il rigore geometrico del giardino formale, disegnato con gusto dall’architetto inglese Cecil Pinsent, alla morbidezza del paesaggio circostante.

Saremo liberi di rimanere a pranzo alla loro caffetteria ‘del dopo lavoro’ oppure salutarci prima per fare rientro a casa.

Promozione fino al 20 giugno Euro 480 a persona in camera doppia/matrimoniale include 3 notti al Loggiato di Bagno Vignoni, tutte le entrate e visite menzionate, due cene ed un pranzo a Puscina. Supplemento singola Euro 120; Dopo il 20 giugno il costo sale a 580 euro a testa in camera doppia.

Giornata sul Carso Sloveno: Stenjel, Gorjankso, Volcj Grad e Goče

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Cari amici,

Con grande piacere vi presento una giornata ricca di bellezza floreale ed umana sul mio amato Carso sloveno.

Arrivo 9,30 cimitero austroungarico di Gorjansko – un luogo molto amato, curato ed esteticamente bellissimo, nonostante la sofferenza delle genti. 

Ore 10,30 spostamento a Volčji Grad. Qui con un esperto locale percorreremo il percorso della pietra, la più grande ricchezza del Carso. Proprio in questo villaggio per 200 anni due famiglie di scalpellini hanno creato i portali di tutto il Carso, e si vedono ancora oggi. Vedremo i resti del castelliere di 3500 anni, conosceremo le vicende delle varie invasioni millenarie. Assaggeremo il miele locale, visiteremo alcune case antichissime e ancora abitate. Pranzeremo all’agriturismo biodinamico di Volcji Grad.

Alle 14 andremo a Štanjel dove saremo catapultati indietro nella storia. Impareremo come l’asprezza del territorio e la sua bellezza abbiano favorito lo sviluppo di ingegno, arte e poesia nelle sue genti, che hanno contribuito alla bellezza di questo villaggio medievale rimasto inalterato.

Finiremo la giornata alla scoperta del bellissimo villaggio, in gran parte sconosciuto, chiamato Goče, situato tra la valle di Vipava e il Carso. Dopo aver visitato le cantine antiche, la chiesa di Santa Maria delle Nevi in posizione super panoramica, faremo una degustazione di vini e salumi a Cejkotova domačija, dove Davorin e la moglie offrono un ristorante molto particolare, è in realtà un’esperienza lenta, di cucina famigliare e contadina, in una piccolissima casa del ‘700, dove ogni gruppo ha una stanza per se, con il fogolar, oppure un caminetto, o una splendida terrazza panoramica.

Costo della giornata va calcolato in base al numero di partecipanti.

Contattateci per informazioni: ericavaccari@viaggifloreali.com