In questi giorni sto ultimando i preparativi per il mio prossimo viaggio in Cornovaglia, a maggio. In programma ci sono diverse camminate nella Brughiera di Bodmin per vedere le fioriture spontanee e la zona archeologica con i suggestivi Tor.
Ma l’aspetto che forse mi ha più affascinato della Brughiera, è il concetto di Commons – un argomento molto complesso (e nebuloso) che ha origine nel medioevo e che concede tutt’ora diritti di vario genere sulla terra (common) a chi ci abita (commoner) anche se non ne è il proprietario. La brughiera di Bodmin è una delle molte ‘Common Lands’ del Regno Unito
In origine il Common era una zona di svariati ettari appartenente alla ‘Manor’ – la più piccola unità del sistema feudale, a disposizione degli abitanti nonché lavoratori assoggettati al Lord of the Manor (i commoners) per poter pescare, raccogliere legna per cucinare e scaldare le abitazioni, portare gli animali al pascolo ed altre attività di sostentamento.
Il sistema dei Commons si formò per consuetudine nei secoli divenendo così codificata e riconosciuta dalla legge come Common Rights – un sistema di diritto che concede appunto diritti sulla terra agli abitanti seppur non ne siano proprietari. Il proprietario della terra può vantare dei diritti solo dopo aver soddisfatto i bisogni di tutti gli altri abitanti (commoners).
Sto leggendo in questo periodo la biografia di Constance Spry, una donna ‘del popolo’ Inglese di fine ‘800, maggiormente conosciuta come ‘fiorista della nobiltà’ ma la cui importanza socio-culturale va ben oltre.
La cito in questo contesto perché frequentò l’estremo occidente del Regno Unito a inizio ‘900, periodo in cui Bodmin ed altre zone erano in piena attività mineraria, con il compito conferitole dal Vicerè, di istruire i commoners su sanità, economia domestica e cucina.
Le classi dirigenti Inglesi hanno spesso avuto un grande senso del dovere e di protezione nei confronti delle classi più basse, mi chiedo se è stato questo a portare il popolo inglese ad amare, proteggere, conservare il patrimonio nazionale, soprattutto naturalistico, ma anche storico e culturale.
Oltre alla Brughiera visiterò Lanhydrock con i suoi giardini formali e le distese di bluebell in fiore, un sogno che si realizza finalmente!
Avendo conosciuto Mark Camp, guida naturalistica e autore di diversi libri sulla Cornovaglia, non vedo l’ora di fare una gita con lui per comprendere meglio questa terra meravigliosa!
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Ho conosciuto Erica diversi anni fa durante un workshop di ‘I maestri del paesaggio’ a Bergamo. Da quel momento sono stata colpita dal suo entusiasmo e dal suo carattere solare. Ho iniziato a guardare sul suo sito i viaggi che organizzava, ho seguito con passione i suoi webinar che teneva online, le sue pagine social e mi sono sempre immaginata di poter partecipare ad un tour con lei in Inghilterra. Quando ho visto il programma di maggio ‘Sulle tracce dei Bloomsbury e Chelsea Flower Show’ ho subito capito che era arrivato il momento giusto. Visitare Londra, il Kent e il Sussex, con i suoi giardini da sogno come Sissinghurst, Great Dixter, le case e giardini di Virginia Woolf e della sorella Vanessa Bell era nella mia wishlist da tempo!
Ad accompagnarci in questi cinque giorni è stata Claudia, una guida e compagna di viaggio attenta, premurosa e rispettosa delle esigenze di tutti. Ha guidato (sulla sinistra!) il furgoncino in maniera perfetta, ha sempre tradotto dall’inglese per noi (un applauso alla sua conoscenza della lingua!), ha risolto piccoli imprevisti legati al tempo o al traffico in modo calmo, deciso e rassicurante, sempre col sorriso e ci ha anche regalato dei fuori programma, come la visita al villaggio di Rye.
Sapevo sarebbe stato un viaggio speciale per me, ma nella realtà è stato al di sopra delle aspettative. La scelta del programma è stata ricca di appuntamenti e luoghi da visitare, ma sempre ben calibrati e adatti ad un tipo di vacanza lenta e zero stress, perfetta per poter ammirare le bellezze della natura, che sono il cuore di questa esperienza. Viaggio consigliatissimo!